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L’Alto Milanese oggi non è indicato su alcuna carta
geografica. Il concetto di Alto Milanese, secondo Emanuele Colombo, è
<<privo di una sua consistenza amministrativa>>. (1)
La definizione più autorevole di Alto Milanese può essere considerata
quella di Roberto Romano:
"L'Alto Milanese è il territorio, a una trentina di chilometri
a nord-ovest di Milano e vasto circa 300 kmq, nel cui centro si
trova l'attuale conurbazione, già riconoscibile ai primi del
Novecento, di Legnano - Castellanza - Busto Arsizio - Gallarate.
Posto sulla strada del Sempione e tra l'Olona e il Ticino, oggi è suddiviso tra le province
di Milano e Varese (in massima parte)." (2)
Secondo Roberto Romano, il termine
“Alto Milanese” è caduto in disuso dopo la costituzione della
provincia di Varese, avvenuta nel 1927 (Varese era prima un circondario della provincia di Como). Fino ad allora si parlava di Alto Milanese intendendo
con ciò la parte settentrionale di quella che era la
provincia di Milano, in cui era istituito il circondario di Gallarate, del quale facevano parte Busto Arsizio
(centro di mandamento) e Legnano. Lo
studioso afferma anche: <<L’Alto Milanese era comunque parte
integrante – nel significato più pregnante della parola, ossia
che integrava – della provincia e una volta tanto i confini
amministrativi rispecchiavano la sostanza delle relazioni e dei
flussi economici>>.
(3)
Possiamo individuare l’Alto Milanese come quel
territorio a cavallo fra le province di Milano e Varese: quindi non la
sola parte nord-ovest dell'attuale provincia di Milano
e nemmeno i
comuni a nord di Milano. L'Alto Milanese non è l'hinterland di
Milano ed è contraddistinto da peculiarità storiche, sociali,
territoriali e economiche, alcune delle quali sono meglio descritte di seguito.
Presenza dell’asse stradale e ferroviario del Sempione:
l’Alto Milanese è stato attraversato dapprima dalla strada
statale del Sempione, poi dalla linea ferroviaria Milano –
Gallarate, che da questa città si dirama verso il Sempione, Luino e
Varese. Successivamente l’autostrada Milano – Varese, la prima
costruita nel mondo, ha dato ulteriore impulso alla facilità degli
scambi di questa zona, tanto con Milano quanto con Varese.
Presenza di una rete ferroviaria pensata per l’Alto Milanese: secondo Francesca Bonfante (4) gli
“eretici del cotone” che impiantarono in questo territorio le
industrie cotoniere volevano stabilire collegamenti policentrici.
Questo spiega l’esistenza delle ferrovie Novara – Busto Arsizio
– Saronno – Seregno, Castellanza – Mendrisio (ora
inutilizzata) e della incompiuta Gallarate – Pavia.
Quindi non solo Milano come riferimento.
Secondo Emanuele Colombo <<La collocazione geografica è dunque precisa
e coincide con un termine significativo, "Alto Milanese". Il fatto
che questo territorio corrisponda a un'area così denominata mi pare
importante; anzitutto perchè sottolinea se non la concorrenza certo
la competizione con la città di Milano ...>>. (5)
Un territorio con un polo centrale ben definito:
secondo Antonio Acuto (6), l’Alto Milanese si
sviluppa intorno a quella “forcella” formata dal fiume Olona, il
Sempione e la ferrovia di Valmorea, che protendono questo territorio
verso la Svizzera e l'Europa. Dal 1850 circa si è sviluppata da Castellanza
verso sud la “città lineare”, che ha visto Legnano e
Castellanza crescere insieme lungo le rive dell’Olona.
La presenza di un polo di sviluppo formato da Gallarate,
Busto Arsizio, Castellanza e Legnano è richiamata da Roberto Romano
(3), che lo descrive fornito sia di un buon raggio
di attrazione sulla manodopera delle località circostanti, sia di
una forte capacità espansiva, in termini di iniziative
imprenditoriali, su quelle stesse località.
Un territorio con una sufficiente autonomia da Milano:
secondo Roberto Romano (3), finchè esistette il
circondario di Gallarate, sede tra l’altro di sottoprefettura,
l’Alto Milanese conservò un certo grado di autonomia burocratico
– amministrativa, o per lo meno in questo campo il punto di
riferimento per molte questioni fu Gallarate, più che, in modo
diretto, la stessa Milano.
Prima dell’istituzione della provincia di Varese nel
1927, che di fatto ha tagliato in due l’Alto Milanese, l’unico
rapporto di relativa dipendenza che questo territorio aveva era nei
confronti di Milano, che del resto sviluppava e sviluppa tuttora la
sua supremazia su tutta la regione.
L’autonomia da Milano, anche se dal punto di vista
amministrativo non esiste più per la parte sud dell’Alto Milanese
(il Legnanese), continua a manifestarsi con una realtà economica,
territoriale e sociale diversa da quella della metropoli lombarda.
La situazione dell’Alto Milanese è diversa da quella di Rho o
Sesto San Giovanni, che di fatto sono appendici di Milano
economicamente e urbanisticamente.
Un
proprio sistema produttivo da secoli: dapprima gli stabilimenti
tessili, ma poi in tutti i settori industriali, l’Alto Milanese si
è dimostrato capace di crescere con una sua realtà industriale.
Quindi
possiamo tentare di dare una definizione di Alto Milanese. Anche se
i confini sono sfumati, li possiamo individuare: a nord con
Golasecca – Solbiate Arno – Cairate, a est con Gorla Maggiore
– Gerenzano – Saronno, a sud fra il canale Villoresi e
l’autostrada Milano - Torino, a ovest con il fiume Ticino.
Il
comprensorio dell'Alto Milanese: costituito nel 1971,
riconosciuto con legge regionale n. 52 del 15/04/1975, soppresso con
legge regionale n. 23 del 04/05/1981, comprendeva i comuni di: Albizzate, Arconate, Arsago Seprio,
Besnate, Buscate, Busto Arsizio, Busto Garolfo, Cairate, Canegrate,
Cardano al Campo, Carnago, Casorate Sempione, Cassano Magnago,
Castano Primo, Castellanza, Cavaria con Premezzo, Cerro Maggiore,
Dairago, Fagnano Olona, Ferno, Gallarate, Golasecca, Gorla Maggiore,
Gorla Minore, Jerago con Orago, Legnano, Lonate Pozzolo, Magnago,
Marnate, Nerviano, Oggiona con Santo Stefano, Olgiate Olona,
Parabiago, Rescaldina, Samarate, San Giorgio su Legnano, San Vittore
Olona, Solbiate Arno, Solbiate Olona, Somma Lombardo, Villa Cortese,
Vizzola Ticino.
(1)
(Università Cattolica
del Sacro Cuore di
Milano)
In "Alta Pianura Milanese. Legnano - Busto Arsizio - Gallarate tra
'800 e '900" a cura di Pietro Cafaro, ediz. Banca di Legnano, 2008, p. 32
(2)
(Docente
di storia dell’industria presso l’Università degli Studi di
Milano)
Da “Dall'arretratezza all'industrializzazione: il caso
dell'Alto Milanese" in "Le vie dell'industrializzazione europea.
Sistemi a confronto” a cura di G.L. Fontana, Bologna, Il Mulino,
1997, p. 850.
(3)
(Docente
di storia dell’industria presso l’Università degli Studi di
Milano)
In “La modernizzazione periferica. L’Alto Milanese e la
formazione di una società industriale. 1750-1914” ediz. Franco
Angeli.
(4)
(Docente
di composizione architettonica presso il Politecnico di Milano)
Intervento tenuto al convegno “Luci
sul paesaggio umano” il 17 aprile 2004 a Castellanza
(5)
(Università Cattolica
del Sacro Cuore di
Milano)
In "Alta Pianura Milanese. Legnano - Busto Arsizio - Gallarate tra
'800 e '900" a cura di Pietro Cafaro, ediz. Banca di Legnano, 2008, p. 33
(6)
(Già docente di
composizione architettonica presso il Politecnico di Milano)
Intervento
tenuto al “Corso di sociologia del futuro” il 1 marzo 2004 a
Legnano sul tema “Integrazione e isolamento: cosa guida la città
del futuro?”
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