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Questa sezione raccoglie le schede di materiali diversi utili per gli approfondimenti di temi sociali, sindacali, culturali e politici del territorio che. E' possibile che le schede vengano spostate dal referente di un canale nella sezione specifica.

 

Settembre 2006

IL LAVORO PRIVATO DI CURA IN LOMBARDIA – Caratteristiche e tendenze in materia di qualificazione e regolarizzazione
IRS – Istituto per la Ricerca sociale
Milano, settembre 2006

La ricerca è stata svolta dall’Istituto di Ricerca sociale di Milano, nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Equal "Qualificare il lavoro privato di cura".

Obiettivo principale dello studio è la comprensione del fenomeno delle assistenti familiari; la base conoscitiva è costituita da un campione di 354 interviste svolte nelle province di Milano e Brescia. L’analisi sul campo è stata condotta in collaborazione con la Caritas Ambrosiana e l’Associazione Centro Migranti di Brescia.

Secondo le stime raccolte, in Italia sono presenti oltre 693mila assistenti familiari. Il 18,2% di queste (126mila) opera nel mercato del lavoro regolare ed irregolare lombardo.

La provincia di Milano, in particolare, vede la presenza del 60% di assistenti familiari sul totale dell’intera regione.

Il lavoro di cura, in Lombardia, è prestato quasi esclusivamente da donne, in larga parte provenienti dall’Europa dell’est e dal sud-America, mentre in misura minoritaria dall’Africa e dall’Asia. E’ in lieve crescita la presenza delle italiane.

La ricerca ha registrato anche una diminuzione della disponibilità, da parte delle assistenti familiari, alla co-residenzialità. Ciò può essere letto come un’indicatore di integrazione sociale delle assistenti stesse, le quali acquisiscono progressivamente una propria autonomia abitativa.

La ricerca, corredata da una dettagliata tavola di sintesi, può essere richiesta a irsmi@hsn.it

Per informazioni: www.irs-online.it

Luglio 2006

RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2005
CNEL – Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro
Roma, luglio 2006

Il Rapporto sul Mercato del Lavoro, curato dalla Commissione dell’Informazione del CNEL e giunto ormai alla sedicesima edizione, esamina l’andamento delle dinamiche occupazionali in Italia nel 2005, ne analizza l’articolazione per settore, genere e per tipologia contrattuale e si sofferma, con dati nuovi, sulle caratteristiche delle transizioni nel mercato del lavoro.

Il Rapporto, inoltre, illustra gli effetti, ancora parziali, delle riforme del mercato del lavoro intervenute nell’ultimo decennio, con riguardo sia alla cosiddetta "infrastrutturazione" del mercato stesso (servizi per l’impiego, meccanismi di incrocio tra domanda e offerta, rapporto pubblico-privato), sia per quanto attiene alle tipologie contrattuali.

Dal Rapporto emerge che, nel nostro Paese, il tasso di occupazione totale permane su livelli ancora bassi e certamente distanti dall’obiettivo stabilito dalla Strategia di Lisbona.

Viene evidenziato, inoltre, quale sviluppo importante per il mercato del lavoro italiano, il progressivo e solido consolidarsi della popolazione straniera quale componente essenziale.

Infine, una parte finale del Rapporto è focalizzata sulle riforme del mercato del lavoro attuate in Germania, Francia e Spagna.

Il presente Rapporto verrà completato, nel corso dell’anno, da due approfondimenti tematici, l’uno dedicato alla produttività ed alle sue dinamiche, mentre l’altro alle caratteristiche e potenzialità occupazionali del cosiddetto "terzo settore".

Luglio 2006 

LA SODDISFAZIONE DELLE PICCOLE E MICRO-IMPRESE NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Fondazione PROMO P.A.
Milano, luglio 2006

La misurazione e la valutazione del grado di soddisfazione delle piccole e micro-imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione è il tema della ricerca realizzata dalla Fondazione Promo Pubblica Amministrazione con il contributo della Camera di Commercio di Milano.

Trattasi del primo rapporto nazionale sull’argomento e la sua specificità consiste nell'aver focalizzato l'attenzione sulle imprese con meno di 50 addetti.

A differenza di altre indagini di customer satisfaction sull’attività della Pubblica Amministrazione per valutarne l’efficacia e l’efficienza in un’ottica di controllo interno, l’elemento di novità della presente ricerca consiste nell’aver privilegiato il punto d’osservazione delle Imprese, indagando le principali aree di contatto tra Pubbliche Amministrazioni Locali e sistema economico territoriale, il gap esistente tra "domanda" e "offerta" di prodotti pubblici, nonché le aspettative per il prossimo triennio.

La seconda parte della ricerca è dedicata, in particolare, all’approfondimento del giudizio, della soddisfazione e delle aspettative delle imprese relativamente ad alcuni fattori d’innovazione del processo di riforma e di modernizzazione della Pubblica Amministrazione, quali la semplificazione dei procedimenti, l’autocertificazione, l’istituto dello Sportello Unico per le Attività Produttive (S.U.A.P.) e l’e-government.

I risultati della ricerca sono stati presentati in occasione di un convegno organizzato l'11 luglio scorso a Milano nella sede della Camera di Commercio.

Luglio 2006

LA POVERTA’ SOGGETTIVA IN ITALIA
ISAE – Istituto di Studi e Analisi economica – Nota mensile
Roma, luglio 2006

Con la Nota mensile di luglio, l’ISAE presenta i dati aggiornati sulla povertà soggettiva, ricavati dalle informazioni derivanti dall’inchiesta sui consumatori che ha preso in esame il periodo luglio 2005-giugno 2006, su un campione di 24.000 famiglie italiane, rappresentativo dell’intera popolazione.

Il confronto fra il reddito dichiarato ed il reddito ritenuto "necessario per condurre una vita senza lussi ma senza privarsi del necessario", fornisce un indicatore di soddisfazione dell’intervistato riguardo alla condizione reddituale paragonata con le proprie aspirazioni e con la definizione soggettiva di "vita dignitosa".

La povertà soggettiva si differenzia, sia concettualmente che quantitativamente dagli approcci di misurazione della povertà oggettiva e, di conseguenza, la sua soglia è sensibilmente alta in quanto risente delle aspettative e degli stili di consumo, nonché della percezione del costo della vita. In particolare, i nuclei di una sola persona presentano il disagio soggettivo più elevato, seguiti dalle famiglie numerose.

L’incidenza della povertà soggettiva, cioè la percentuale di famiglie che dichiarano un livello di reddito insoddisfacente, è molto elevata, pari al 73% a livello nazionale.

Le domande qualitative, poste a conclusione della presente Nota, offrono ulteriori informazioni sulle reali condizioni di chi si sente povero e le sue opinioni ed aspettative riguardo alla situazione economica generale.

Giugno 2006

DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA E DECENTRAMENTO: L’ANALISI DELLE POLITICHE REGIONALI
PIDIDA – Coordinamento per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
Roma, giugno 2006

Il PIDIDA (Coordinamento di Associazioni, ONG e realtà del terzo settore che operano per la promozione e la tutela dei diritti dei minori in Italia e nel mondo) ha presentato, a Roma, lo scorso 16 giugno, un documento che si propone di fare il punto sulle politiche regionali avviate nel nostro Paese in attuazione di quanto previsto dalla "Convenzione sui diritti dell’infanzia" e dalle leggi di settore sul tema delle politiche sociali per l’infanzia e adolescenza.

In questi ultimi anni, l’architettura istituzionale è stata profondamente modificata, anche relativamente alle competenze in materia di infanzia e adolescenza. In particolare, a seguito della legge costituzionale n. 3/2001, che ha modificato il Titolo V della Costituzione, le politiche sociali sono diventate competenza legislativa esclusiva delle Regioni e ciò ha reso difficile l’applicazione della legge-quadro n. 328/2000, che prevede precise interazioni tra i diversi livelli di governo e crea un unico Fondo nazionale per le politiche sociali.

Il rapporto, che contiene i risultati di una ricerca condotta in tutte le Regioni italiane, con la sola eccezione della Sicilia, fornisce un quadro d’insieme unico ed esaustivo delle politiche regionali a favore dell’infanzia e dell’adolescenza, ricostruendo per ciascuna regione le normative approvate, i fondi stanziati e le attività realizzate.

 

 

 

       

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