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Traffico mattutino

by Milan on

Il mattino è il momento migliore per trovare una bella coda chilometrica di traffico che a scorrere non ci pensa nemmeno!

Ovviamente sono sarcastico, il traffico mattutino dovrebbe far parte dei peccati capitali: chi causa il traffico per guardare il cellulare o fare Dio solo sa cosa, è un peccatore, o meglio, dovrebbe essere considerato tale.

La mattina, poi, uno si sveglia pensando che sia un giorno meraviglioso, sperando per il meglio, iniziando positivamente una nuova avventura nella vita quotidiana, con l’ingenua convinzione o speranza che, così facendo, qualcuno o qualcosa di divino ascolterà queste preghiere e le avvererà.

Puntualmente questo non si avvera e la rabbia aumenta. Il mattino è il momento migliore per svegliarsi in ritardo dopo aver spento la sveglia in un raptus di violenza assonnata momentanea, è il momento migliore per saltare la colazione e concedersi un caffè al volo, quando la situazione è favorevole. È il momento migliore per trovarsi imbottigliati per strada, coi minuti dell’orologio che scorrono e la pubblicità di una grande offerta materassi matrimoniali spiaccicata su un mastodontico cartellone pubblicitario che, volenti o nolenti, ci si trova a rileggere continuamente.

E poi ci si mette anche la radio, che decide di passare le canzoni più tremende di tutti i tempi; per sistemare almeno questo aspetto, si cerca lo smartphone e il cavetto AUX per collegarlo allo stereo, almeno da potersi ascoltare qualcosa di decente. Ma puntualmente, avendo spento la sveglia e avendo dormito più a lungo di quanto avremmo dovuto, è rimasto a casa.

E allora si prova a far partire la musica direttamente dalle casse dello smartphone, piantandosi in mezzo alla strada con una fila lunga l’immensità alle spalle, che strombazza perché non stai avanzando. E allora ti rendi conto di aver preso parte a quella ruota tremenda dei causatori del traffico, pensando che probabilmente a tutti capitano mattine del genere e tutti, puntualmente, si ritrovano a essere il motivo per cui un serpente lungo chilometri di automobili con automobilisti a bordo suona il clacson, perde la pazienza e legge gli stessi cartelloni pubblicitari per interminabili minuti.

Un sabato sera al ristorante cinese

by Milan on

Sabato scorso con la mia comitiva siamo andati al ristorante cinese. Era un grande ristorante pieno di gente. Alcuni conoscenti che c’erano già stati ci hanno detto che il cibo cinese cucinato e servito lì era ottimo. In effetti poi ne ho avuto la conferma.

Siamo arrivati sul posto, abbiamo parcheggiato la macchina nelle vicinanze e ci siamo diretti a piedi verso il ristorante cinese. Siamo entrati e una musica soffusa cinese ci ha accolto insieme al brusio dei clienti.
La giovane cameriera cinese, rigorosamente in abiti tradizionali, ci ha salutato come vuole la tradizione e ci ha accompagnato nel tavolo che avevamo prenotato già dal pomeriggio.

Abbiamo iniziato a sfogliare il menù. C’era un’ampia possibilità di scelta.
Abbiamo optato per mangiare un po’ di piatti diversi, assaggiando ognuno un po’ tutte le cose.
Se consideriamo che la nostra comitiva quella sera era formata da 6 persone tra uomini e donne, ci servivano comunque delle portate in grado di sfamarci più o meno tutti.

Abbiamo ordinato dunque i classici involtini primavera. Quelli non potevano mancare come antipasto.
Abbiamo poi preso i ravioli di verdure che sono cotti tradizionalmente su una piastra a vapore. Devo dire che erano molto buoni.
Poi ci siamo sbizzarriti con un po’ di maiale in agrodolce e pollo alle mandorle.
Infine abbiamo preso qualche gamberetto fritto.
Abbiamo chiuso il tutto col tipico gelato cinese che io ero un po’ restio a mangiare. Il gelato fritto. Si è dimostrato essere buono.
Per mandare giù per bene ogni boccone abbiamo accompagnato la cena con un po’ di birra. Rigorosamente cinese anche quella. E non poteva essere diversamente. Oltre all’acqua, ovviamente che non fa mai male e ci sta sempre bene.
Abbiamo concluso il banchetto con un caffè per non dimenticare la nostra tradizione italiana.
Insieme al caffè ci hanno portato, offerti dalla casa, i biscotti della fortuna cinesi.
Nel biglietto che ho trovato all’interno del mio biscotto c’era scritto: “Un viaggio inaspettato con una persona simpatica sta per avvenire”.
Vabbè. Non mi è mai venuto in mente di dar retta ai messaggi dei biscotti.

Finite tutte le portate ordinate, divorata ogni mollica e bevuto il caffè ci siamo alzati e siamo andati a pagare il conto. Un conto affatto salato e molto conveniente. Sono rimasto molto sorpreso in positivo.
Guardando bene le porzioni non erano affatto esagerate, però assaggiare un po’ di tutto, tra fritti, carne e cose varie, è stato molto soddisfacente e mi ha permesso di mettere fine alla mia fame in maniera degna ed ottima. Mi sentivo pieno, ma non eccessivamente. Il giusto, come dovrebbe essere.

Ho faticato un poco a digerire gli involtini primavera.

Ma devo dire che andare a cena in questo ristorante cinese, così, tanto per variare e soddisfare la curiosità di assaggiare nuove cucine, ne è valsa proprio la pena.
Ci tornerò di sicuro.

Il regalo della maturità

by Milan on

E’ finita, dopo cinque anni, è finita. Stento ancora a crederci, niente più campanella delle 8, niente più strazio fino alle 14 quando non avevo il rientro, niente più sabati mattina a scuola: è finito il liceo.
Da una parte mi dispiace, mi piaceva andare a scuola, prendere il caffè durante le lezioni e fare due chiacchiere coi bidelli. Mi piaceva stare sul banco con un sonno assurdo ad ascoltare parole insensate di insegnanti poco carismatici…no, ora che ci penso questo non mi piaceva.

Comunque al di là di tutto, mi piace la sensazione di libertà che ho al momento, ma dalla quale mi dovrò disabituare a ottobre, quando inizieranno i corsi all’università. Ingegneria, ci provo, fra poco dovrò iniziare anche a fare i test e le esercitazioni perché altrimenti non lo supererò mai.

Comunque, i miei mi hanno chiesto cosa volessi come regalo della maturità: panico. A me quando chiedono cosa voglio per regalo non so mai cosa dire in risposta, ditemi un budget, datemi un’idea, fate qualcosa! Cioè, se io volessi un palazzo, me lo prenderebbero quindi? Non so. Sono indecisa tra un viaggio o un oggetto: mi piace viaggiare, ma vorrei farlo da sola. Io non riesco ad andare con troppe persone in giro, ognuno ha i suoi orari e le sue abitudini, che per me sono sacrosante.
Guai rivolgermi la parola appena sveglia, sono affabile come un grizzly di solito, e che non mangia da due settimane, per di più. Guai a occupare il bagno se ancora non ci sono stata io, perché a quel punto divento affabile come un carrarmato.

Sono fortemente tentata di chiedergli il Samsung Galaxy, dato che il telefono che ho io inizia a morire e non esattamente di ultima generazione. Ha ancora i tasti e lo schermo senza colori.