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Nerviano (03 Apr 2009) Riceviamo e pubblichiamo la
lettera sottostante che la dirigenza della Nerviano Medical
Sciences ha inviato a varie personalità per metterle a
conoscenza della situazione in cui si trova la stessa società.
Anche il nostro sito aveva ripreso la
notizia delle ricerche fatte da
questo centro d'eccellenza dell'Alto Milanese.
R. Padre Aurelio Mozzetta, Superiore Generale, Congregazione dei
Figli dell’Immacolata Concezione (CFIC)
Dott. Franco Decaminada, CFIC
Dott. Natalino Poggi, Legale Rappresentante, CFIC
cc.
S.E. Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato
S.E. Card. Angelo Bagnasco, Presidente Conferenza Episcopale
Italiana
S.E. Cardinale Prefetto, Congregazione per gli Istituti di Vita
Consacrata e le Società di Vita Apostolica
S.E. Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano
S. E. Mons. Rino Fisichella, Magnifico Rettore Pontificia
Università Lateranense
Illustre On. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle
Finanze
Illustre On. Maria Stella Gelmini, Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Illustre On. Maurizio Sacconi, Ministro del lavoro, della salute
e delle Politiche Sociali
Illustre On. Claudio Scajola, Ministro delle Attività Produttive
Illustre On. Giuseppe Pizza, Sottosegretario Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Consiglio di Amministrazione di NMS
Personale di NMS
Abbiamo appreso la volontà della Congregazione dei Figli
dell'Immacolata Concezione, proprietaria di Nerviano Medical
Sciences (NMS) dal maggio 2004, di non apportare i capitali
necessari da tempo promessi per garantire le attività del Centro
di Ricerca e Sviluppo di Nerviano, determinando quindi lo stato
di insolvenza e, di conseguenza, il rischio di una sua
liquidazione entro pochi giorni.
Non siamo a conoscenza dei motivi per i quali la Congregazione
non intenda onorare l’impegno preso di capitalizzare l’Azienda.
I 5 milioni conferiti recentemente rappresentano meno del 7%
dell’impegno sottoscritto dalla Congregazione. Come Gruppo
Dirigente dell’Unità di Oncologia di NMS riteniamo in ogni caso
di avere il dovere di rappresentare con chiarezza le conseguenze
etiche e materiali della decisione di mandare l’Azienda in
liquidazione.
Vorremmo ricordare che dal Maggio 2004 oltre 900 pazienti con
cancro sono stati trattati nei migliori centri clinici
oncologici del mondo con i nostri farmaci. Farmaci da noi
scoperti e caratterizzati con competenza e passione. Si tratta
di 900 pazienti con cancro avanzato e metastatico e senza
possibilità di cure. Molti di loro sono vissuti più a lungo
grazie ai nostri farmaci e hanno avuto una qualità di vita
migliore. Molti di loro sono ancora oggi in trattamento con i
nostri farmaci. Non senza stupore e amarezza, chiediamo: “Con la
liquidazione alle porte, come potremo continuare il trattamento
di questi pazienti, molti dei quali non potranno che soccombere
alla progressione della loro malattia?” Ci sia consentito
menzionare che già oggi, a causa del blocco delle attività
determinato dalla carenza di liquidità, abbiamo molti problemi a
garantire il corretto trattamento dei nostri pazienti. Su questo
punto il nostro Direttore Medico ha inviato alla Congregazione
una nota dettagliata nei giorni scorsi, alla quale non abbiamo
ancora avuto risposta. Inutile sottolineare che le conseguenze
risarcitorie di un danno ai pazienti sarebbero incalcolabili.
Siamo inoltre certi che la Congregazione comprende appieno che
la decisione di liquidare NMS avrà conseguenze molto negative
sul futuro e sulla stessa dignità di oltre 700 famiglie. In un
momento nel quale sono numerosi i richiami della gerarchia
cattolica a dare la priorità nelle decisioni economiche ai
lavoratori e alle loro famiglie, questa decisione non può non
stupire. Tanto più in quanto non riusciamo, non solo noi ma
anche i nostri collaboratori, a dimenticare le parole dei
rappresentanti della Congregazione che solo alcuni mesi fa hanno
ribadito il loro interesse per i lavoratori e le famiglie di NMS.
Passando alle conseguenze materiali, forse non meno importanti
di quelle etiche quando si decide di assumere la proprietà di
una realtà industriale, vogliamo credere che la Congregazione,
come peraltro ha più volte dichiarato, comprenda che NMS è
l’unica realtà italiana con una tradizione di ricerca e sviluppo
di farmaci Oncologici di nuova generazione, con un portafoglio
di progetti altamente diversificato e competenze riconosciute a
livello internazionale, come dimostrato dai recenti accordi di
collaborazione con le aziende americane Bristol-Myers Squibb e
Genentech per lo sviluppo congiunto di nuovi farmaci. Con
stupore, amarezza e indignazione ci si chiede come in un momento
in cui si parla di ricerca e innovazione come uno strumento per
uscire dalla crisi economica mondiale e come leva per rilanciare
la competitività industriale italiana si voglia disperdere un
patrimonio di esperienza professionale più che trentennale, e di
conoscenze e tecnologie all’avanguardia in grado di generare
ritorni significativi se messi in condizione di competere su un
libero mercato, al di fuori degli attuali vincoli imposti dal
contratto con Pfizer. Ricostruire un Centro Ricerca e Sviluppo
in Oncologia con le tecnologie e le competenze di Nerviano
richiederebbe diversi anni e investimenti impensabili.
Un esempio concreto e tangibile dei risultati generati in questi
anni è rappresentato dall’inibitore di Aurora, Danusertib.
Nonostante la struttura del contratto con Pfizer abbia imposto a
NMS uno sviluppo clinico molto oneroso in termini di tempi e di
costi, siamo riusciti a completare gli studi clinici di Fase I e
di Fase II, arrivando a sottomettere la documentazione clinica
al nostro interlocutore industriale obbligato.
Adesso Pfizer dovrà avanzare una proposta di acquisizione di
Danusertib al massimo entro la metà di Luglio, cioè tra pochi
mesi. La discontinuità aziendale oramai alle porte conseguente
allo stato di insolvenza rischia di interrompere le trattative
con Pfizer, o con altri interlocutori nel caso in cui Pfizer
declinasse l’offerta, precludendoci una fonte oramai vicina di
liquidità e ipotecando il futuro di questo nuovo agente
antitumorale.
Danusertib non è l’unico prodotto generato in questi anni al
quale è associabile un valore vero e tangibile. Con tutta
evidenza, anche gli altri inibitori di Cdk e di Cdc7 attualmente
in sviluppo clinico e due nuove molecole che sarebbero entrate
in clinica quest’anno hanno un altissimo valore, benché nel
nostro caso specifico purtroppo non ancora monetizzabile perchè
i vincoli stipulati con Pfizer ne impediscono oggi la vendita,
rimandandola obbligatoriamente ad ulteriori conseguimenti
sperimentali futuri che richiedono tempo e ulteriori
investimenti.
I vincoli dell'accordo con Pfizer, noti alla Congregazione che
li ha sottoscritti nel Maggio 2004, richiedevano un sostegno
economico a medio termine la cui improvvisa discontinuità viene
a compromettere lo sfruttamento dei risultati produttivi da noi
raggiunti con convinzione, passione, efficienza e
professionalità.
Siamo pienamente coscienti che per giungere ad una situazione
così critica e drammatica vi sono responsabilità di più soggetti
coinvolti, ma la proprietà ha oneri ineludibili.
Nel corso di un incontro organizzato presso la Borsa di Milano
nel Maggio 2008 con centinaia dei nostri Ricercatori, in un
momento nel quale le finanze dell’Azienda non erano nell’attuale
situazione drammatica, ma comunque sotto attenzione, alle
ripetute domande circa la sostenibilità finanziaria, non abbiamo
ricevuto chiarimenti dalla Congregazione sulle Sue strategie per
garantire continuità all’Azienda, ma piuttosto l’invito a
concentrarci sulla ricerca senza farci distrarre da questioni
finanziarie. Come è possibile essere giunti solo pochi mesi dopo
a una situazione come quella che, ancora increduli, stiamo
vivendo?
Non possiamo non chiederci come mai la ricerca di partner
strategici sia stata affidata alla Banca Rothschild solo poco
tempo fa. Ci sembra evidente che, se tale ricerca fosse stata
avviata anche solo un anno fa, in questo momento potremmo
ragionevolmente trovarci di fronte ad una situazione ben
diversa.
Oltre alle trattative ormai in dirittura d’arrivo con Pfizer per
la cessione di Danusertib che, comunque si concludano,
dovrebbero ragionevolmente portare ad un incasso al più tardi
entro la fine di quest'anno, sono anche in corso incontri e
discussioni con potenziali partner strategici, rappresentati da
Aziende multinazionali che operano nel nostro settore,
interessate ai nostri prodotti e alla nostra organizzazione. La
liquidazione dell'Azienda impedirebbe qualsiasi ulteriore
discussione o trattativa. Perchè precludere questo tentativo di
valorizzare, nonostante le difficoltà, i numerosi risultati
concreti generati in questi anni ed il patrimonio professionale
di NMS?
Il piano presentato alla Congregazione prevede una
ricapitalizzazione limitata dell’Azienda per circa 30 milioni €,
cioè per meno del 50% di quanto promesso e sottoscritto dalla
Congregazione, che permetterebbe di garantire un minimo di
continuità delle attività aziendali sino alla fine di
quest’anno, termine entro il quale contiamo di generare
liquidità attraverso la cessione di Danusertib e di concludere
la ricerca di un partner strategico.
In conclusione, nella certezza di aver svolto con la massima
professionalità, dedizione e concretezza il nostro lavoro,
raggiungendo con tutta evidenza risultati veri e tangibili,
animati, oltre che dalla passione scientifica, dal desiderio di
migliorare la condizione umana e aiutare chi soffre, riteniamo
fosse nostro dovere rappresentare in maniera chiara le
conseguenze etiche e materiali della decisione di non
ricapitalizzare NMS avviandone di fatto la liquidazione, nella
speranza che la loro piena comprensione da parte di tutti i
soggetti coinvolti possa indurli a trovare una via d’uscita per
una soluzione positiva della vicenda.
Il Gruppo Dirigente dell’Unità di Oncologia di Nerviano Medical
Sciences
Francesco Colotta, Vice President Oncology
Maria Antonietta Cervini, Head Project Management
Silvia Comis, Director Clinical Development
Daniele Donati, Director Medicinal Chemistry
Eduard Felder, Director Chemical Core Technologies
Arturo Galvani, Director Signal Transduction
Antonella Isacchi, Director Biotechnology
Anna Migliazza, Head External Research
Jurgen Moll, Director Cell Cycle
Enrico Pesenti, Director Pharmacology
Carmela Speciale, Director Site Funding and Research Operations
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