Opinioni e interventi

 

Clicca per ingrandire


28 Apr 2007 Il territorio dell’Alto Milanese nella prospettiva storico-economica, politica e sociale

(CC) Riprendiamo e pubblichiamo un articolo recentemente apparso su l’Informazione – Settimanale dell’AltoMilanese / Venerdì 20 Aprile 2007 – pag.9.

ATTUALITÀ

L’INFORMAZIONE
“Il territorio dell’Alto Milanese nella prospettiva storico-economica, politica e sociale”
Seminario a Villa Tovagileri

BUSTO ARSIZIO -  Presso Villa Tovaglieri si è svolto un interessante incontro sul futuro dell’Alto Milanese.
La necessità è quella di far emergere l’identità della nostra zona, minacciata dalla “città metropolitana” di Milano, mettendo in luce le caratteristiche distintive del nostro territorio, di natura economica, sociale e territoriale.
Ha presentato l’incontro Fabio G. Angelini, Presidente e Direttore scientifico del Centro Cattolico Liberale (CCL) “Tocqueville” e dottorando di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano.
“Vogliamo dare unitarietà al territorio dell’Alto Milanese, per affrontare l’incombenza della città metropolitana di Milano. Porta con sé il rischio, per noi, di diventare una periferia milanese”.
La parola è poi passata a Roberto Romano, Professore di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano. Ha delineato le origini e la storia dell’industrializzazione sul territorio dell’Alto Milanese. Fin dalle origini dello sviluppo industriale non esisteva uno schema fisso.
C’era un modello che si è evoluto nel tempo.
Nell’800 i primi modelli industriali si distinguevano per grande capacità creativa.
Inizialmente il lavoro si svolgeva per la maggior parte a domicilio.
La periferia (l’attuale territorio dell’Alto Milanese), ha incominciato ad essere più innovativa rispetto al centro di Milano.
Nel capoluogo lombardo si producevano beni di lusso per la borghesia, ma il vero polo industriale era la nostra zona.
Ha preso poi la parola Pietro Cafaro, Professore di Storia Economica e Sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Vorrei intervenire in qualità di cittadino di questo territorio che ha visto fiorire tantissime attività e industrie.
Noi siamo il cuore della Lombardia storica e lo spirito di intraprendenza che ci contraddistingue ha radici lontane”.
Il Professore ha sottolineato anche l’importanza delle banche nate precocemente rispetto ad altre zone, già a fine
‘800.
Sul territorio erano presenti alcune banche locali che avevano dimensioni anche molto grandi, gestite da importanti industriali che si improvvisavano finanzieri.
“Attualmente
- ha concluso il prof. Cafaro - non esiste una banca locale di Busto Arsizio e questo dovrebbe farci rif lettere”.
E stato poi il turno di Gian Pietro Rossi, già Senatore della Repubblica e Sindaco di Busto Arsizio.

Secondo il Senatore la forza imprenditoriale del territorio di Busto è durata nel tempo grazie anche alle grandi capacità degli stessi imprenditori.
Mancano però alcuni servizi, come per esempio un Centro di Ricerca Scientifico che sarebbe fondamentale per lo sviluppo dell’Alto Milanese.
“Dobbiamo necessariamente convivere con la città metropolitana
- ha continuato il Senatore - facendo in modo che il nostro territorio non diventi una semplice periferia di Milano.
Gli slogan sono stati tanti, ma i fatti ancora pochi, spero che in futuro la situazione possa migliorare!”.
Infine la parola è passata al prof. Vittorio Introini, Architetto e Docente presso il Politecnico di Milano. Ha ripercorso le origini storiche del nostro territorio fin dall’antichità.
In passato il territorio dell’Alto Milanese e la stessa Milano ricoprivano un ruolo centrale, anche perché soprattutto prima dello sviluppo industriale costituivano un nodo importante per la viabilità.
Attualmente in Lombardia si può parlare di ”monocentrismo”, perché la ricerca, le infrastrutture e la cultura si concentrano nel capoluogo.
Il Professore ha concluso il suo intervento dicendo che è importante capire in cosa consisterà la città metropolitana per proporre una politica imprenditoriale avanzata, principalmente sotto il profilo economico. Ha chiuso l’incontro il Presidente dell’Associazione Tocqueville, Fabio G. Angelini che ha presentato la proposta di ”governance” elaborata proprio dal CCL Tocqueville.
Si tratta di realizzare una forma di governo a rete, mediante la creazione di un nuovo soggetto giuridico che sia flessibile e dinamico.
Questa struttura coinvolgerebbe anche gli enti locali e per- metterebbe di sviluppare nel nostro territorio infrastrutture, ricerca scientifica e cultura.
“Noi dell’Alto Milanese
- ha concluso il Presidente Angelini
- saremo capaci di dialogare con Milano in un modo che sia il più possibile paritario.
Questo territorio ha molte possibilità e molte capacità per andare avanti sempre di più e meglio”.

Rita Macchi

Nelle foto: Vittorio Introini, Gian Pietro Rossi, Pietro Ca faro e Roberto Romano. Sotto: Fabio Angelini.

 
 

Altre opinioni