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(CC)
Riprendiamo e pubblichiamo un articolo recentemente apparso su
l’Informazione – Settimanale dell’AltoMilanese / Venerdì 20
Aprile 2007 – pag.9.
ATTUALITÀ
L’INFORMAZIONE
“Il territorio
dell’Alto Milanese
nella prospettiva
storico-economica, politica e sociale”
Seminario a Villa
Tovagileri
BUSTO ARSIZIO -
Presso
Villa Tovaglieri si è svolto un interessante incontro sul futuro
dell’Alto Milanese.
La necessità è quella di far emergere l’identità della nostra
zona, minacciata dalla “città metropolitana” di Milano, mettendo
in luce le caratteristiche distintive del nostro territorio, di
natura economica, sociale e territoriale.
Ha presentato l’incontro Fabio G. Angelini, Presidente e
Direttore scientifico del Centro Cattolico Liberale (CCL)
“Tocqueville” e dottorando di ricerca presso l’Università degli
Studi di Milano.
“Vogliamo dare unitarietà al territorio dell’Alto Milanese, per
affrontare l’incombenza della città metropolitana di Milano.
Porta con sé il rischio, per noi, di diventare una periferia
milanese”.
La parola è poi passata a Roberto Romano, Professore di Storia
Economica presso l’Università degli Studi di Milano. Ha
delineato le origini e la storia dell’industrializzazione sul
territorio dell’Alto Milanese. Fin dalle origini dello sviluppo
industriale non esisteva uno schema fisso.
C’era un modello che si è evoluto nel tempo.
Nell’800 i primi modelli industriali si distinguevano per grande
capacità creativa.
Inizialmente il lavoro si svolgeva per la maggior parte a
domicilio.
La periferia (l’attuale territorio dell’Alto Milanese), ha
incominciato ad essere più innovativa rispetto al centro di
Milano.
Nel capoluogo lombardo si producevano beni di lusso per la
borghesia, ma il vero polo industriale era la nostra zona.
Ha preso poi la parola Pietro Cafaro, Professore di Storia
Economica e Sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
“Vorrei intervenire in qualità di cittadino di questo territorio
che ha visto fiorire tantissime attività e industrie.
Noi siamo il cuore della Lombardia storica e lo spirito di
intraprendenza che ci contraddistingue ha radici lontane”.
Il Professore ha sottolineato anche l’importanza delle banche
nate precocemente rispetto ad altre zone, già a fine
‘800.
Sul territorio erano presenti alcune banche locali che avevano
dimensioni anche molto grandi, gestite da importanti industriali
che si improvvisavano finanzieri.
“Attualmente
-
ha concluso il prof. Cafaro
-
non esiste una banca locale di Busto Arsizio e questo dovrebbe
farci rif lettere”.
E stato poi il turno di Gian Pietro Rossi, già Senatore della
Repubblica e Sindaco di Busto Arsizio.
Secondo il Senatore la forza imprenditoriale del territorio di
Busto è durata nel tempo grazie anche alle grandi capacità degli
stessi imprenditori.
Mancano però alcuni servizi, come per esempio un Centro di
Ricerca Scientifico che sarebbe fondamentale per lo sviluppo
dell’Alto Milanese.
“Dobbiamo necessariamente convivere con la città metropolitana
-
ha continuato il Senatore
-
facendo in modo che il nostro territorio non diventi una
semplice periferia di Milano.
Gli slogan sono stati tanti, ma i fatti ancora pochi, spero che
in futuro la situazione possa migliorare!”.
Infine la parola è passata al prof. Vittorio Introini,
Architetto e Docente presso il Politecnico di Milano. Ha
ripercorso le origini storiche del nostro territorio fin
dall’antichità.
In passato il territorio dell’Alto Milanese e la stessa Milano
ricoprivano un ruolo centrale, anche perché soprattutto prima
dello sviluppo industriale costituivano un nodo importante per
la viabilità.
Attualmente in Lombardia si può parlare di ”monocentrismo”,
perché la ricerca, le infrastrutture e la cultura si concentrano
nel capoluogo.
Il Professore ha concluso il suo intervento dicendo che è
importante capire in cosa consisterà la città metropolitana per
proporre una politica imprenditoriale avanzata, principalmente
sotto il profilo economico. Ha chiuso l’incontro il Presidente
dell’Associazione Tocqueville, Fabio G. Angelini che ha
presentato la proposta di ”governance” elaborata proprio dal CCL
Tocqueville.
Si tratta di realizzare una forma di governo a rete, mediante la
creazione di un nuovo soggetto giuridico che sia flessibile e
dinamico.
Questa struttura coinvolgerebbe anche gli enti locali e per-
metterebbe di sviluppare nel nostro territorio infrastrutture,
ricerca scientifica e cultura.
“Noi dell’Alto Milanese
-
ha concluso il Presidente Angelini
-
saremo capaci di dialogare con Milano in un modo che sia il più
possibile paritario.
Questo territorio ha molte possibilità e molte capacità per
andare avanti sempre di più e meglio”.
Rita Macchi
Nelle foto: Vittorio Introini, Gian Pietro Rossi, Pietro Ca faro
e
Roberto Romano. Sotto: Fabio Angelini.
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