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Il ciclismo non finira' mai, passione di anziani, di giovani,
scalda il cuore nei settori giovanili delle provincie italiane,
europee e del globo, per non parlare delle scalate dei colli dei
grandi giri come delle corse in linea, sui pave' belgi.
Ma ormai il Tour de France e' diventato come d'abitudine,
appuntamento per qualche scandalo, anche quest'anno gia' partito
un po' in ombra, e' ridisceso nel "girone" dei cattivi, non e'
bastata la presenza del premier Sarkozy, per risollevare il Giro
francese.
Troppi i casi sospetti e non, ma non era il caso dopo
l'esperienza dello scorso anno, con la maglia gialla non ancora
assegnata, in attesa della fine del processo a Floyd Landis, di
non assegnare la maglia gialla in maniera ufficiale, ricordiamo
che vince il tour un certo Contador, l'anno scorso non
partecipo' perche' era sulla lista dell'Operacion Puerto, ancora
oggi si sospetta su di lui.
Greg Lemond, americano vincitore di 3 Tour e campione del mondo
dice la sua: "quest' anno la maglia gialla non doveva essere
assegnata", cosi recita il televideo RAI Venerdì 27 Luglio.
Al 2° posto della Grand Boucle, Cadel Evans allenato da Sassi a
capo del Centro Mapei di Castellanza, che Sabato 28 Luglio sul
Corriere della Sera fa una analisi scientifica sul wattaggio dei
ciclisti, smontando la teoria del quotidiano francese LIBERATION
(basta calcolare i watt sviluppati dai corridori per avere la
certezza del doping - normalizzazione del peso, per Sassi
occorre sommare il peso effettivo).
Sempre sul Corriere del 28 Luglio vi e' una lunga intervista a
Franco Carraro che sostiene che la battaglia la doping occorre
sempre perseguirla anche se impossibile da battere, inoltre il
membro del CIO sottolinea proprio lui, messo da parte dalla
bufera del calcio dello scorso anno che lo sport debba essere
riparametrato.
Passano gli anni ma il doping si intensifica, quest'anno i
corridori caduti nelle maglie dei controlli sono stati tanti, al
TOUR Vinokurov, Rasmussen, Moreni, questa corsa a tappe la piu'
famosa, non riesce ad avere pace, gli organizzatori litigano con
i dirigenti dell'UCI, ma forse non e' il caso di ripensarla?
invece vincono gli interessi, oppure dobbiamo pensare al teorema
che il calcio voglia smontare la due ruote del ciclismo per
rubargli sponsor, e inscena questi scandali?
Fabio Zaffaroni
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