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L'improvvisa morte del giovane calciatore Antonio Puerta è
stata un brutto colpo per lo sport. Cosa ci insegna? Riceviamo e
pubblichiamo la riflessione di uno sconsolato amante del
ciclismo (CC). Quando nel ciclismo creano dei dubbi,
spesso ancora senza dati precisi, subito si abbatte una bufera
"pilotata" per denigrare.
Quando il calcio invece ne combina di cotte e di crude contro il
Fisco, gli Enti previdenziali, la buona fede dei tifosi, i
mondiali con l'Australia "Buttata fuori con un rigore
inesistente", contro la gioventù della nazione che viene indotta
a credere solo nei soldi, nel guadagno facile, nelle femmine da
vetrina....nessuno fiata....!
Presidenti di Società che lo fanno di professione....Muore
Antonio Puerta, pace all'Anima sua e rispetto nei confronti
della morte e dei suoi misteri che solo Dio sa e che si prenda
presso di se questo ragazzo spagnolo.
Ma dico, nemmeno questa morte schioda certe menti? nemmeno
questa morte... solo per il ciclismo c'è il doping?....
Signori, a quando i controlli antidoping anche per gli
arbitri?....
Per cortesia, "Pari opportunità" e per favore ma basta con
questi pallonari...
Allora, come la mettiamo col doping....col povero Puerta?....Col
Siviglia che l'anno scorso aveva i giocatori che correvano più
veloci di Pietro Mennea alle Olimpiadi di Roma?.....
Vito Bernardi |