La Provincia di Varese – Domenica 2 Aprile 2006, pag. 23
BUSTO ARSIZIO

Disagi sui binari: «Noi diciamo basta»

I pendolari nel Bustese creano una rete per protestare ma anche proposte concrete. Tra i rimedi suggeriti, biglietto unico per treno e parcheggio e sconto sulla dichiarazione dei redditi

Cittadini, associazioni, sindacalisti e politici venerdì si sono uniti nella battaglia

Pendolari diversi, disagi comuni. Ferrovie dello Stato o Ferrovie Nord Milano accomunate dall’essere la ragione delle quotidiane arrabbiature di tutti quei passeggeri costretti ogni giorno a subire ritardi dei treni, affollamento dei vagoni e cronica mancanza di parcheggi vicino alle stazioni. Sono questi solo alcuni, e forse nemmeno i più gravi, dei problemi evidenziati venerdì sera in occasione dell’incontro-dibattito “pendolari disperati”, promosso dall’Amr (Alto Milanese in rete) a Castellanza. Titolo che la dice lunga sul grado di soddisfazione dell’utente che si serve tutte le mattine del treno per recarsi a scuola o al lavoro.
All’appuntamento hanno partecipato anche rappresentanti delle associazioni di consumatori, i sindaci di Canegrate e San Vittore Olona, oltre che naturalmente i rappresentanti dei comitati di pendolari di ambedue le linee ferroviarie bustesi. Perché il problema - è stato sottolineato più volte - accomuna sia i quelli della tratta Milano-Varese che quelli delle Ferrovie Nord.
Tra gli intervenuti anche il segretario regionale Fit-Cisl Dario Balotta, che ha tratteggiato un quadretto a dir poco deprimente dello stato di salute del comparto ferroviario esistente. «Regione Lombardia e Ferrovie un giorno litigano - osserva Balotta - e l’altro vanno d’accordo. La Regione chiede nuovi servizi, pur sapendo che le Ferrovie non sono possono garantirli. Le Ferrovie promettono pur sapendo di non poter mantenere». Il risultato, a sentire il sindacalista, è il collasso del sistema ferroviario dell’intera regione. La direzione da percorrere se si vuole cambiare le cose, è lo stesso Balotta ad indicarla: «Occorre prendere atto che il sistema è in crisi, che non si può pretendere di risolverla con l’arrivo di qualche treno in più, che bisogna agire in maniera radicale e netta, cambiando il modello gestionale rendendolo più efficiente, introducendo nuove tecnologie e aumentando i livelli di manutenzione».
Conclusioni le sue, che hanno trovato d’accordo Alessandro Berteotti, che aveva già evidenziato il problema avanzando a Regione Lombardia un’articolata richiesta finalizzata a migliorare la condizione del pendolare. Proposta che comprendeva il biglietto unico (ovvero treno più parcheggio, più tram o metropolitana), la detraibilità del costo del trasporto dalla dichiarazione dei redditi, il potenziamento del coordinamento delle strutture di supporto della mobilità integrata. «La speranza - ha confermato Berteotti - è che chiunque vinca le elezioni si renda conto della condizione di noi pendolari e si impegni a risolverli una volta per tutte». Ai pendolari non resta che augurarsi che sia così. La battaglia è comunque solo cominciata e la «rete» continuerà la sua protesta.
Tra l’altro, non di solo treno vive appunto la protesta. Una delle questioni aperte, è quella del parcheggio. E a Busto i pendolari delle Nord tengono duro nella polemica anche su questo tema scottante dell’ulteriore salasso per parcheggiare.
Raffaele Mezzetti