Valle Olona
Noie di fine estate
Allergia da ambrosia e mosche mettono a dura prova gli
abitanti della zona
6 Settembre 2006 - Come ormai accade
regolarmente da qualche anno, l’ultima parte dell’estate in Valle Olona e
dintorni è caratterizzata da alcune presenze decisamente ‘scomode’ e dei quali
una buona parte degli abitanti ne farebbe volentieri a meno.
La prima riguarda la crescita dell’ambrosia, una pianta che provoca forti allergie e si sta diffondendo in misura preoccupante. L’argomento è già stato trattato più volte, l’ultima non più di pochi mesi or sono per invitare le amministrazioni locali a un’opera di prevenzione più efficace. Senza voler a distanza di poco tempo tornare nel merito di questioni già affrontate, è invece importante provare a tracciare un quadro della situazione attuale.
In linea di massima, percorrendo le strade della Valle è possibile osservare un passo avanti rispetto al passato. Sono infatti aumentati gli interventi di pulizia lungo le banchine e si comincia a intravedere anche una cura maggiore delle aree adibite a coltivazione ma non utilizzate in questo periodo. Fattore importante questo, per effetto della grande estensione di terreni ormai totalmente aggrediti dall’ambrosia. Comuni come Fagnano Olona, Cassano Magnago, Gorla Maggiore e Carnago hanno decisamente aumentato l’attenzione nei confronti del problema. Gli interventi effettuati a cavallo tra la fine di agosto e l’inizio di settembre sembrano aver prodotto risultati concreti, con una tangibile riduzione dei pollini in circolazione.
La maggioranza delle aree resta tuttavia estranea agli interventi per diverse ragioni. In genere si tratta di terreni privati, dove la disinformazione o la mancanza di buona volontà da parte dei proprietari non contribuiscono a risolvere la questione. D’altra parte, eventuali interventi ‘d’ufficio’ dovrebbero seguire un iter non sempre semplicissimo e non è oggettivamente semplice per un Amministrazione sorvegliare ogni angolo del territorio anche sotto questo aspetto.
Non mancano però situazioni dove l’impegno appare largamente insufficiente. A Castellanza, per esempio, come denuncia Castellanzainrete.it, non sarebbero state prese le necessarie contromisure. Ma anche in località come Cairate e Olgiate Olona ampie zone comunali sono da tempo ‘dimenticate’. Da non trascurare inoltre, come ci è stato segnalato, che non necessariamente gli operai ai quali viene affidato il lavoro sono istruiti in modo da distinguere una normale operazione di pulizia dal taglio dell’ambrosia. È infatti facile constatare lungo diverse strade come pochi centimetri oltre il confine del taglio ‘comunale’ la pianta cresca rigogliosa in esemplari che superano abbondantemente il metro di altezza.
In definitiva, la strada da percorrere è ancora lunga, ma dai segnali che sopraggiungono è lecito manifestare un moderato ottimismo.
Soprattutto nella parte bassa della Valle Olona, per il secondo anno ci si trova di fronte a un fenomeno preoccupante: una massiccia diffusione di mosche. Diversi lettori hanno segnalato ‘l’invasione’ già intorno alla metà di agosto, ma finora pochi sono stati gli interventi concreti. Uno di questi è stato completato nei giorni scorsi da Marnate, dove era stato annunciato un intervento di disinfestazione per le vie del paese che, sempre secondo i lettori, non ha dato i risultati sperati.
La maggior parte dei sospetti cade
sulla vicinanza delle due discariche di Gorla Maggiore e di Cerro Maggiore, ma
il fenomeno non risparmia neppure gli abitanti dall’altra parte della Valle.
A dimostrazione che non si tratta di un fenomeno da sottovalutare, la lettera
che l’ASL ha trasmesso in questi giorni ai Comuni interessati.
Secondo quanto emerge dal documento, la forma di insetto in questione vive da un mese fino a cinquanta giorni, ma l’aspetto più rilevante è che con temperature elevate, la riproduzione e la crescita risultano decisamente accelerate.
A favorire la diffusione sono inoltre le condizioni ambientali, in particolare tempo asciutto e scarsa presenza di vento, fattori che quest’anno si sono verificati in misura superiore rispetto al passato.
Come rimedio l’ASL
indica una serie di misure che devono essere tra loro combinate e tutte mirate
a combatterne la riproduzione. Oltre al prevedibile richiamo sull’igiene
urbano, con frequenti raccolte di rifiuti e pulizie di ambienti pubblici, viene
richiamata l’attenzione anche su alcune norme che dovrebbero regolare gli
allevamenti. Più che a un pericoloso utilizzo indiscriminato di insetticidi, il
documento invita tra l’altro durante l’estate a coprire le masse di letame con
teli di plastica. In questo modo, l’alta temperatura che si viene a creare
all’interno impedisce la maturazione delle uova di mosca. Durante l’inverno
invece sarà sufficiente rivoltare il materiale in modo da diminuirne la
temperatura al di sotto del limite di sopravvivenza.
L’ASL infine di dichiara disponibile ad assistere i cittadini in materia di
educazione sanitaria al riguardo e alla sensibilizzazione del problema.