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da "Luce" settimanale cattolico del Varesotto -
www.luceonline.org La città metropolitana? Una sciagura per l’Altomilanese.
Walter Picco Bellazzi, consigliere bustocco della
Margherita, non nasconde la sua preoccupazione. Il progetto sul
nuovo governo del territorio che con tanta insistenza Filippo
Penati sta portando avanti non gli piace affatto. Lo ha detto
molto chiaramente al pubblico che mercoledì scorso è venuto a
Castellanza per assistere al debutto della neonata associazione
Altomilanese in rete. «La legge che istituisce le città
metropolitane prevede che i comuni che vi aderiscono sciolgano i
propri consigli comunali per eleggere dei rappresentati
all’interno dell’assemblea metropolitana che prevede un minimo
di 80 membri – ha spiegato –. Un piccolo parlamento
difficilmente gestibile dal sindaco, nel quale, per di più,
sarebbe cancellata una lunga tradizione di governo locale. Le
nostre cittadine trasformate in municipalità avrebbero,
praticamente, il peso politico dei comitati di quartiere, mentre
le decisioni che contano sarebbero prese a Milano, quindi in un
luogo distante dalle gente». Dunque un no su tutta la linea. La
città metropolitana sarebbe un gigante che schiaccerebbe le
identità particolari e con ogni probabilità, essendo un soggetto
pesante e lento, non riuscirebbe nemmeno a risolvere i gravi
problemi che affliggono quest’area. Un pericolo per il
territorio che, secondo Bellazzi, nemmeno Busto Arsizio e
Gallarate possono sottovalutare. «Noi varesotti del Sud faremmo
un grave errore se pensassimo che la città metropolitana non ci
riguarderà – spiega -. Malpensa oggi è già un pezzo di Milano
all’interno del nostro territorio, qui è concentrata ancora una
cospicua ricchezza, sono indiscutibili i nostri rapporti con il
capoluogo lombardo. Non so se ci verrà chiesto di fare parte del
nuovo ente e se a quel punto potremo dire di no». [f.c.] |