Argomento del giorno: via libera del Governo alla "costituzione delle città metropolitane". Si tratta di un provvedimento che è destinato a rivoluzionare l’attuale sistema di governo degli enti locali e realizza, come ha affermato testualmente il Ministro Lanzilotta (anzi la Ministra), "una semplificazione e razionalizzazione delle competenze e prevede l’attivazione delle procedure per la costituzione delle città metropolitane e, riscrivendo le competenze degli enti locali, rappresenta la base per costruire il federalismo fiscale".
Sembrerebbe essere un proclama della Lega e invece è il proclama del Governo di centro-sinistra, capeggiato da Prodi.
Sarà una riforma molto importante in quanto le aree metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli diventeranno un nuovo soggetto di governo locale con le funzioni delle Province a cui fanno riferimento.
Cambierà totalmente la distribuzione dei poteri e delle funzioni degli enti locali, stabilendo con precisione i compiti che ciascun ente avrà, gli stessi non potranno più essere sovrapponibili per cui non vi saranno più enti che faranno la stessa cosa, il che ha sempre costituito un alibi per non fare nulla.
Saranno ridisegnate le competenze dei comuni e delle province, per cui nessuno potrà più sostenere che le province non servono.
Le province dovranno però avere una loro precisa entità territoriale e un numero minimo di abitanti che permetta loro di operare senza problemi.
I modelli proposti, con riferimento alle città metropolitane, saranno molto elastici e ciò in quanto non è previsto un unico modello per la loro creazione, ma saranno gli stessi territori "a promuovere le iniziative, scegliere il modello che più si adatta alle proprie caratteristiche con formule organizzative e funzioni amministrative che saranno indicati dai decreti legislativi attuativi" (questo è quanto sostenuto testualmente dal Ministro).
Inoltre la proposta di istituzione di una città metropolitana dovrà essere supportata da un referendum che è senza quorum (cioè senza un minimo) se il parere della regione è favorevole, in caso contrario sarà necessario il quorum del 30%, ne consegue che se non fosse necessario il quorum, la proposta di città metropolitana potrebbe essere approvata con pochi voti.
Abbiamo toccato l’argomento della città metropolitana più volte da queste colonne, ma sembra che la materia interessi molto poco i nostri politici, nonostante i problemi che vi saranno per l’Altomilanese e per Busto.
Se la città metropolitana di Milano dovesse estendere i suoi confini entro quelli della attuale provincia di Milano, i problemi per la nostra zona sarebbero limitati. Se invece dovesse seguire quanto auspicato dal Presidente del Consiglio, e cioè che Busto, Gallarate e Saronno entrino a far parte della città metropolitana di Milano, i problemi anche per noi saranno enormi, ad esempio i varesini eleggeranno a breve in Consiglio provinciale persone che potrebbero rimanere in carica per poco in quanto, se sarà costituita la città metropolitana entro il 2008, per cui il prossimo Consiglio provinciale rimarrebbe in carica solo un paio d’anni.
Si tratta di una situazione di estrema gravità.
Non ha importanza se la proposta della città metropolitana provenga da un governo di centro sinistra o di centro destra, quello che a noi interessa è che l’Altomilanese rimanga una zona integra e non divisa tra Milano e Varese. Purtroppo i nodi prima o poi vengono al pettine!
Se negli ultimi quindici anni, anziché sorridere quando noi parlavamo della provincia dell’Altomilanese, questa provincia fosse stata costituita, oggi certi problemi non li dovremmo affrontare.
Dispiace dover dire ancora una volta: "l’avevamo detto!" Sappiamo che questo non porta alcun vantaggio; chi ha osteggiato la provincia dell’Altomilanese (e lo scenario politico passa dalla destra alla sinistra), dovrà pentirsi amaramente per non averci dato retta.
La domanda che sorge spontanea è semplice: che cosa si può fare ora? La risposta è altrettanto semplice ed ecco alcuni suggerimenti pratici:
1°) il nostro Sindaco deve pretendere di far parte del tavolo milanese dove si discute della città metropolitana;
2°) il nostro Sindaco deve farsi promotore a breve di una riunione con tutti i sindaci interessati dalla futura città metropolitana e che non desiderano farne parte, per coordinare le iniziative di contrasto a tale decisione.
Busto fino ad oggi è sempre stata assente da queste discussioni, non se ne è mai interessata! Come non se ne sono mai interessate Gallarate e Legnano.
Se si ha a cuore l’Altomilanese e si vuole che lo stesso abbia una sua fisionomia ed autonomia, non c’è più molto tempo, ci si deve muovere velocemente per evitare che anche gli ultimi spiragli di speranza sfuggano di mano, tenendo presente che si ha a che fare con dei bulldozer il Comune e la Provincia di Milano, contro i quali la piccola Busto ben poco può fare.
Ma ricordiamo che Davide riuscì a battere Golia.