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Giovedì
1 Marzo 2007 - pag.
4 CRITICO - Stefano Quaglia, consigliere
della Margherita. Le sue perplessità sono condivise da
Cozzi
SABATO CONVEGNO ALLA «LIUC»
Da sinistra a destra la Città metropolitana non
convince nessuno
IL SINDACO «Sono contrario. L’autonomia
della città è fuori discussione»
ANZITUTTO è necessario capire che cosa è esatta la «città
metropolitana», poi analizzare che cosa significhi per il
territorio dell’Altomilanese essere inserito in questa nuova
struttura istituzionale e se il destino è quello di diventare
«periferia lontana» di Milano perdendo capacità decisionale e
programmatica. Per rispondere a queste domande l’associazione «AltoMilanese
in rete» organizza, sabato alle 10 nell’aula magna della Liuc di
Castellanza un convegno che metterà a confronto i sindaci di
Legnano, Busto Arsizio e Gallarate e il ministro per gli Affari
regionali e le Autonomia locali Linda Lanzillotta.
«IL GRUPPO intende riportare l’attenzione sulle esigenze
dell’Altomilanese - ha esordito Stefano Quaglia ,
che è anche consigliere comunale della Margherita -. Non siamo
contrari per principio all’istituzione della città
metropolitana, ma è importante comprendere - esattamente che
cos’è». «Quasi nessuno è informato su quanto sta accadendo - ha
ribadito uno dei componenti dell’associazione, Celso Costantini
-. Di certo, la nuova istituzione rischia di togliere competenze
ai Comuni. Vi sono, invece, problemi quotidiani in questo
territorio, come ad esempio i trasporti pubblici e le reti di
collegamento, che vanno affrontati secondo una prospettiva
diversa».
ANCHE PER IL SINDACO di Legnano, Maurizio Cozzi, che ha
partecipato alla presentazione, «è necessario fare chiarezza
perché Legnano non deve perdere la propria autonomia e capacità
di programmazione. Le perplessità sull’istituzione della Città
metropolitana, inoltre, sono trasversali agli schieramenti
politici. Dovessi dire oggi cosa ne penso, mi schiererei tra
quanti sono fortemente contrari anche perchè con le altre realtà
del territorio stiamo già collaborando per trovare sinergie che
non tengano in considerazione i confini provinciali, ma le
realtà d’area»
Paolo Girotti |