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La Prealpina
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BUSTO ARSIZIO |
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Sabato 3 Marzo 2007 - pag. BU
13
Città metropolitana il ministro dà forfait
Oggi alla Liuc di
Castellanza, il ministro per gli Affari Regionali, Linda
Lanzillotta, avrebbe dovuto relazionare al convegno "Città
metropolitana: quale futuro per l’Alto Milanese". Assise
importante per il tema proposto, che però è stata rinviata al
mese di aprile causa dell’indisponibilità del ministro,
trattenuto a Roma. L’argomento è comunque decisivo per la nostra
zona, per il Bustese, Gallaratese e Legnanese, se non ricompresi,
di sicuro sfiorati dall’espansione di Milano, così come
ipotizzato dalla futura gestione del territorio. AltoMilanese
in Rete, l’associazione contigua alla Margherita che ha
organizzato il convegno, ha messo il dito nella piaga, essendo
l’incombente Città metropolitana uno degli incubi istituzionali
che agitano le amministrazioni civiche di queste lande. Sì,
perché i tentacoli del capoluogo potrebbero facilmente arrivare
fino a Legnano, allargandosi anche alla provincia di Varese.
Qui, infatti, c’è lo scalo della Malpensa, aeroporto di Milano
benché sia lontano dai suoi confini e ricada in un’altra
giurisdizione. Scrive il ministro Lanzillotta in una breve nota
ad Alberto Centinaio, presidente di AltoMilanese in Rete: «Il
convegno rappresentava per me un’occasione interessante:
spiegare infatti il nuovo Codice delle Autonomie e i cambiamenti
che esso comporta nel sistema amministrativo italiano non è solo
un compito gradito ma necessario. Un nuovo sistema di autonomie
locali come quello pensato dal Governo e ora al vaglio del
Parlamento, richiede infatti massima condivisione politica e la
consapevolezza comune che è quanto mai necessaria una
definizione precisa di "chi fa che cosa" nel sistema di governo
locale. Oltre al discorso complessivo vi è poi la necessità di
approfondire il ruolo della nuova Città metropolitana, di come
potrebbe costituirsi e di quali saranno le ripercussione che
essa avrà sui territori dell’Alto Milanese». Ecco, appunto, le
ripercussioni. E’ noto che nè Legnano, tanto meno Busto e
Gallarate hanno intenzione di aderire alla futura configurazione
istituzionale. La loro autonomia è considerata inalienabile dai
sindaci e dai propri esecutivi, in virtù delle peculiarità
economiche, produttive, sociali, viabilistiche e ferroviarie
dell’intera zona. Non a caso, trainati da Busto Arsizio e dal
suo sindaco Gigi Farioli, città e paesi dell’area di riferimento
stanno facendo squadra. Non era mai accaduto in passato o,
quanto meno, non era mai accaduto con tanta e tale convinzione.
Un lavoro che prende spunto dai piani strategici e della
mobilità per la cosiddetta Area vasta, presentati il 13 febbraio
proprio alla Liuc. Progetti che, oltre a unire le
amministrazioni, rappresentano un punto fermo per l’autonomia e,
quindi, per la governance territoriale. Una nuova aria che
soffia a trecentosessanta gradi. Basti pensare alle opportunità
di dialogo offerte per esempio dalla BA Film Commission fino
alle vicende sanitarie e allo smaltimento dei rifiuti; insomma,
una serie di questioni che l’Alto Milanese sta affrontando in
sinergia, facendo sistema, per dirla con una accezione di moda.
Conoscere dalla voce del ministro che cosa significhi nel
concreto la Città metropolitana, è importante. Ma di maggior
significato sarà il messaggio che potrà arrivare nella capitale:
Busto Arsizio, Gallarate e Legnano possono farcela, e anche
meglio, da sole. Senza Milano a dettare la linea e a spremere
risorse.
Vincenzo Coronetti |
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