Rassegna stampa su Alto Milanese in Rete

 

 

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La Prealpina

ed. Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO
Domenica 15 Aprile 2007 - pag. BU 12

(n.d.r.: la stessa pagina non è presente nelle edizioni di Varese e Altomilanese della Prealpina)

«Giù le mani dall’Altomilanese»

In un convegno Busto, Castellanza e Legnano ribadiscono il no all’area metropolitana

 

I relatori al convegno di ieri organizzato alla Liuc da Altomilanese in Rete

Lavorare insieme per creare un “Comitato per l’Altomilanese”, in grado di riunire le identità locali per scongiurare il rischio di essere inglobati in una “grande Milano”. I comuni di Busto Arsizio, Legnano e Castellanza frenano sull’idea della città metropolitana, e rivendicano le specificità di un territorio in continua crescita. È questo il messaggio emerso ieri mattina dal convegno organizzato dall’associazione AMiR, alla Liuc, sul tema delle autonomie locali e del futuro dell’Altomilanese. Tra i grandi assenti, oltre al ministro per gli affari regionali Linda Lanzillotta, spiccano i sindaci di Gallarate e Saronno. Presenti in sala i rappresentanti delle amministrazioni di Legnano, Castellanza, e il sindaco di Busto Arsizio. L’incontro, moderato da Francesco Chiavarini, si è aperto con la relazione di Leonardo Calzeroni di AltomilaneseinRete. «Noi siamo in prima fila – commenta Alberto Cattaneo, assessore al bilancio di Busto – per lavorare insieme, nell’ottica di rendere più coeso il nostro territorio. Ci dividono solamente dei cartelli; già trent’anni fa s’iniziava a parlare di una provincia di Busto Arsizio. Se l’idea è buona non cambia». Cattaneo ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra, e del valore del piano strategico d’area vasta. La necessità di “fare squadra” emerge anche dall’intervento di Marco Sartori, esponente leghista dell’amministrazione castellanzese: «La paura fa novanta: c’è il timore che la città metropolitana oscuri il nostro territorio, caratterizzato da una grande identità economica, imprenditoriale e sociale. Ora, il punto cruciale è capire come trasformare un patrimonio, un’identità condivisa in un progetto concretamente applicabile. Io sostengo l’idea di un coordinamento dei comuni ». Parere condiviso anche da Franco Falco, vicesindaco di Legnano, che proprio nelle scorse settimane ha rigettato in consiglio comunale l’idea di una città metropolitana. Falco esprime i dubbi e le perplessità comuni alla maggior parte degli amministratori locali: «C’è, da parte nostra, la necessità di capire meglio quali saranno le dinamiche e i riflessi che un riassetto delle articolazioni territoriali porteranno alle comunità stesse. Non vogliamo che siano ignorate le peculiarità, le aspirazioni e le esigenze dei comuni. Legnano ha detto no al progetto della grande Milano, perché questo la isolerebbe da Busto e Gallarate: due comuni con i quali stiamo avviando importanti azioni di governo su molti temi, come la viabilità e i trasporti ». La stessa esigenza di capire quali saranno le ricadute locali è espressa da Sergio Zucchetti, direttore del Cerst Liuc. Unica voce fuori dal coro è quella di Daniela Gasparini, assessore provinciale con delega all’Altomilanese per la giunta Penati. «La città metropolitana è una necessità: sarà un soggetto creato per rispondere alle esigenze concrete, in primis in merito ai rifiuti, all’acqua, ai trasporti, al sistema economico, alla formazione. Bisogna ragionare sull’area vasta, soprattutto per la gestione dei servizi, ma non faremo nulla senza il consenso dei comuni».

 

Maria Letizia Napoli