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Venerdì 20 Aprile 2007 – pag.13
OPINIONI
IN
LIBERTÀ
Che ne è dell’Area
Metropolitana e dell’Alto Milanese
Un Ente in
più!
Gian Franco Bottini
Difendere Legnano ad ogni costo. No alla Città Metropolitana. Ci
sarebbe un Ente in più, altro che economia.
Grazie, a quelle persone di
buona volontà che pervicacemente e malgrado l’oramai conclamato
disinteresse del “loro” Ministro alla Partita sono riuscite a
portare in porto un convegno nel quale dibattere il “futuro
dell‘Alto Milanese di fronte all‘incalzante ipotesi di
costituzione della Città Metropolitana Milanese
“. Ma il già citato
disinteresse del Ministro ha coinciso con uno scarso interesse
dei Sindaci invitati, alcuni perlomeno rappresentati, altri
addirittura assenti e con un altrettanto accentuato disinteresse
della gente. Se persino il progetto di legge “Codice delle
autonomie locali” prevede come atto finale per la costituzione
di una Città Metropolitana un referendum popolare, significa
che, o il progetto di legge viene ucciso prima di nascere o sarà
bene che i nostri cittadini comincino ad interessarsi della
cosa. L’eventuale nuova Città Metropolitana dovrebbe essere in
parole povere un ente che con globo, sotto Milano, un certo
numero di Comuni, trasformandoli in Municipalità.
Conseguentemente si avrà I ‘eliminazione di Sindaci, Consigli
comunali e Giunte. Questo per un territorio che potrebbe andare
dal Basso Lodigiano a Monza e all‘Alto Milanese (e qui arriviamo
noi!). Da circa un mese il processo si è messo in movimento con
il rilancio di un progetto di legge. Dato il dissenso
assolutamente chiaro emerso nei nostro convegno, ma che
riteniamo si sia ripetuto altrove, l’impressione è che il
Governo stia già battendo in ritirata. L’impressione proviene
dall ‘immissione nel Progetto di Legge di un nuovo comma (il 5)
nell’ambito di un articolo (il 3) nel quale si recita
pressappoco così. “in alternativa alla costituzione delle Città
Metropolitane i Comuni interessati possono istituire forme di
gestione associata delle funzioni”.
Le finalità della costituzione di queste nuove Entità sarebbero
egregie ma perseguibili comunque ed in molti modi non certo
necessariamente con la loro costituzione.
Le principali citate sono così riassumibili: semplificazione
della programmazione territoriale, aumento di efficienza e
riduzione di costi attraverso la gestione associata di servizi.
Egregi obiettivi che necessitano di volontà politica e di
intendimenti precisi; non certo di una struttura impositiva come
potrebbe essere la CM. Entità che rischia in parte di
sostituirsi alle Province ed in parte di aggiungersi vanificando
gli obiettivi stessi dell’operazione.
Se dovesse concretizzarsi, per esempio, la costituzione della
Città Metropolitana milanese, dovrebbe comprendere porzioni di
territorio delle attuali Province di Milano, Monza (appena
costituita), Lodi, Varese (se riusciranno a superare le nostre
barricate!) e forse Como, che resteranno Province mutilate ma
non uccise. Conclusioni: un Ente in più alla faccia delle
economie!
Durante il convegno si è cercato di identificare nei suoi
contorni geografici, ma anche economici e sociali, questo nostro
territorio che con nemmeno malcelato orgoglio continuiamo a
chiamare Alto Milanese.
Di fronte alla minaccia di essere divisi da una nuova ipotesi
amministrativa come una CM, è emerso chiaramente il legame “di
sangue” esistente fra i vari Comuni. Esplicita e
chiarificatrice, la lettura effettuata dal rappresentante della
Città di Legnano di un Ordine del Giorno uscente dal Consiglio
di quella città nel quale si affermava chiaramente che
l’adesione di Legnano, in quanto facente parte delle Provincia
di Milano, ad una eventuale nuova CM avrebbe comportato per la
città del Carroccio “l’isolamento dall’Alto Milanese”
Significato semplificato: la mia famiglia è qui e tu mi vuoi
strappare per effettuare su di me una adozione forzata!
Parlando precedentemente, da
queste pagine, di una spinta in atto sull’argomento che ha visto
in campo lo stesso Prodi con riferimenti specifici alla nostra
zona, dicemmo che la cosa aveva un evidente sottofondo politico
tendente ad inserire in un ‘area lombarda regionale e
metropolitana saldamente di centrodestra una nuova struttura ben
articolata che potesse consentire dei cambi di potere. Fummo
aspramente criticati. Qualcuno disse che avevamo scritto quelle
idee non a- vendo qualcosa di più intelligente da scrivere.
Durante il convegno della scorsa settimana un egregio esponente
del centrosinistra, collaboratore a suo dire del Ministro
interessato, affermava che l’accelerazione sull‘argomento
avveniva oggi perché oggi “c’è un maggior interesse politico a
svilupparlo”. Lettura facile per chi sa leggere!
Conclusioni: la Città Metropolitana difficilmente passerà da
queste parti soprattutto se difenderemo l’identità ed il valore
socio-economico dell‘Alto Milanese. Per fare ciò dovremmo in
primis fare barriera per difendere Legnano e il suo hinterland
che rappresentano la parte più debole del costrutto. E questo lo
faremo in una sola maniera. Esattamente come i nostri Governanti
hanno già paventato con l’introduzione del citato nuovo comma
nel Disegno di Legge: realizzare velocemente forme di gestione
associata di funzioni e servizi.
Accelerare le collaborazioni in itinere su trasporti e
multiutilities, creare senza gelosie una rete culturale estesa,
sviluppare idee come quelle dell’Ospedale unico e così via.
Su questa strada, l’idea di Città Metropolitana sarebbe
bruciata. Non ci sarebbe più da capire l’Alto Milanese ed il
Basso Lodigiano. Fra loro “cosa ci azzecco”!
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