Rassegna stampa su Alto Milanese in Rete

 

 

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L’Inform@zione Settimanale dell’Altomilanese

Venerdì 20 Aprile 2007 – pag.6-7

     [Nel sommario in copertina “ LIUC: non vogliamo essere inglobati da Milano”]

ATTUALITÀ

I nuovi strumenti di governo del territorio analizzati in un convegno alla LIUC
Non vogliamo essere inglobati da Milano!
Luciano Landoni

Assente (per la 2 volta) il Ministro degli Affari Regionali Linda Lanzillotta, Assenti i Sindaci di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza, Saronno, e Gallarate, Si sono confrontati sul futuro dell’Alto Milanese il vice-Sindaco di Legnano Franco Falco, l’Assessore al Bilancio di Busto Alberto Cattaneo, il Consigliere di Castellanza Marco Sartori e la responsabile dell’Assessorato della Provincia di Milano con delega all’Alto Milanese Daniela Gasparini.

CASTELLANZA - Due bidoni in un mese! Sono quelli che il Ministro degli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, ha... tirato all’Associazione Alto Milanese in Rete nel giro di trenta giorni. Anche lo scorso sabato, la firmataria del recente disegno di legge (19 gennaio 2007) sulle cosiddette “città metropolitane” (una tematica già emersa nel lontano 1990) ha brillato per la sua assenza al convegno intitolato “Città metropolitana: quale futuro per l’Alto Milanese?”, esattamente come era successo qualche settimana prima, allorché lo stesso convegno era stato rimandato proprio a causa dell’indisponibilità del Ministro. Tutti i convenuti - un centinaio scarso di persone -  si attendevano l’incontro/confronto fra Linda Lanzillotta e i Sindaci di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza, Saronno e Gallarate, nella cornice dell’aula magna dell’Università ”Carlo Cattaneo”  LIUC di Castellanza, invece.., assente la responsabile degli Affari Regionali e assenti pure i Sindaci.

Il convegno ha preso il via in un clima quasi surreale, affrontando un tema di cui si è cominciato a parlare quasi vent’anni fa e del quale si continua a parlare oggi, nella generale convinzione che il cosiddetto dibattito proseguirà per chissà quanto tempo ancora dal momento che il disegno di legge deve ancora incominciare il proprio iter parlamentare.

Come spesso accade in Italia (non a caso definita la patria universale delle chiacchiere fini a se stesse) si lancia un’idea, la si lascia macerare per anni, la si riprende dopo che le condizioni ambientali e storiche che l’avevano generata sono radicalmente cambiate e... si riapre la discussione, senza riuscire mai a chiuderla con decisioni concrete e conseguenti proposte operative.

Nel frattempo i problemi si sono aggrovigliati ancora di più e, nella fattispecie, vale a dire nel contesto sociale ed economico dell’Alto Milanese, i cittadini attendono ancora servizi adeguati e le infrastrutture all’altezza delle esigenze di una delle aree maggiormente industrializzate d ‘Europa.
E’ proprio da questa consapevolezza che sono partite e critiche dei rappresentanti istituzionali presenti al convegno organizzato dall’Associazione Alto Milanese in Rete: il vice-Sindaco di Legnano, Franco Falco; l’Assessore al Bilancio di Busto Arsizio, Alberto Cattaneo; il Consigliere comunale di Castellanza, Marco Sartori e la responsabile dell’Assessorato della Provincia di Milano con delega all’Alto Milanese, Daniela Gasparini.
Vale la pena puntare sullo strumento della “città metropolitana” per governare il territorio? I contenuti del disegno di legge sinteticamente illustrati da Leonardo Calzeroni dell’Associazione Alto Milanese in Rete - pur essendo pienamente condivisibili (riduzione dei costi e incremento dell’efficienza delle strutture pubbliche, diminuzione degli enti istituzionali a cominciare dalla scomparsa delle Province, sburocratizzazione) in che misura sono realmente applicabili all’Alto Milanese (le cui caratteristiche sono state evidenziate da Sergio Zucchetti dell’Università “Carlo Cattaneo”)?
Non c’è il rischio che la cosiddetta “città metropolitana”, nei fatti, diventi una Milano ultra allargata capace di” inghiottire” i comuni limitrofi al capoluogo regionale?
“Esprimo una preoccupazione - ha risposto il vice-Sindaco di Legnano, Franco Falco - ben precisa: non devono essere mortificate le aspirazioni specifiche delle comunità. Alla fine dello scorso mese di gennaio, il nostro Comune, in un apposito ordine del giorno, ha lanciato un allarme per le conseguenze che il disegno di legge sulle città metropolitane potrebbe a- vere sulle nostre comunità. Se venisse attuato, la città di Legnano sarebbe ‘isolata’ da Busto e da Gallarate con cui sta lavorando attivamente su più fronti. Non a caso, proprio in questa sede universitaria non più tardi di qualche settimana fa, s’è parlato di un’agenda comune in merito alle problematiche dell’area vasta, un’aggregazione urbana che comprende 17 comuni: 10 in provincia di Varese e 7 in provincia di Milano. Stiamo collaborando sulla questione cruciale della mobilità e dei trasporti. E’ significativo - ha continuato Falco - che ben il 44% dei flussi di traffico dell’area vasta nasca e si esaurisca all’interno della stessa area. Segno evidente di un’omogeneità che sarebbe sbagliato non considerare”.
“Sono completamente d’accordo - ha aggiunto Marco Sartori
- e ci tengo a sottolineare che, in merito alla città metropolitana, la nostra paura... fa 90! Non dobbiamo correre il rischio di oscurare un territorio dalla forte identità economica e sociale. L’Alto Milanese è un’area omogenea, ad alta vocazione imprenditoriale, al cui interno le imprese, soprattutto le piccole industrie, si sono sapute reinventare mantenendo la propria impostazione manifatturiera e puntando sulla qualità assoluta dei prodotti, nella speranza di ottenere dal territorio servizi efficaci ed efficienti. Quello di cui c’è veramente bisogno, quindi, sono infrastrutture di qualità. Dobbiamo puntare - ha precisato Sartori - sul coordinamento fra i Comuni dell’Alto Milanese, senza però finire nel pentolone della città metropolitana”.
“Anch’io sono molto scettico - ha rincarato la dose Alberto Cattaneo - sul concetto di città metropolitana. Cosa hanno in comune fra loro il Basso Varesotto e l’Alto Lodigiano? La cosa importante è dialogare con il territorio, però posso farlo dialogando con chi è intorno a me! E’ questo il significato profondo dell’area vasta ed omogenea e della stretta collaborazione che c’è fra Gallarate, Busto Arsizio, Castellanza e Legnano, per citare alcuni fra i comuni più importanti dell’Alto Milanese, vale a dire quel territorio della Lombardia situato intorno al confine fra le province di Milano e di Varese. Milano è diventata una metropoli che sta fagocitando tutto.
Non vorrei che questa voglia di creare aree metropolitane vada..., sopra la testa dei cittadini. Inoltre, con che risorse economico-finanziarie dovrebbe stare in piedi questa città metropolitana, se a tutt’oggi gli stessi Comuni non possono ancora godere di una piena ed autentica autonomia fiscale ed economica”?
“Per diversi anni ancora - ha detto Daniela Gasparini - non succederà nulla! In ogni caso, nel mio ruolo istituzionale convocherò quanto prima una conferenza dei Sindaci. Occorre tenere presente che Milano è diversa da tutte le altre città capoluogo metropolitane e che non ha mai realmente avviato un rapporto collaborativo con i comuni limitrofi. E’ chiaro che l’assorbimento puro e semplice non va bene!
Non è possibile pensare ad un unico sistema di governo del territorio, buono per tutte le realtà socio-economiche”.