Rassegna stampa su Alto Milanese in Rete

 

 

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Luce

ed. Legnano

 

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 22 APRILE 2007 N.16             Pag.5

«Divisi soltanto dai cartelli. Cresce la voglia di collaborare»

COME RISPONDONO le amministrazioni locali dell’Alto Milanese alla creazione - di là da venire, certo, ma ormai concreta - della città metropolitana, che avrà come cuore Milano? Male, anzi malissimo. Il timore è che nel grande calderone che va dal basso Varesotto fino all’alto Lodigiano si finisca per perdere la specificità della nostra area. Timori fondati e testimoniati, per esempio, dalla recente decisione del Consiglio comunale di Legnano di dire “no” all’inclusione nella futura città metropolitana. Franco Falco, vicesindaco della città del Carroccio, ha sottolineato come, in base alle ricerche compiute per il Piano strategico d’area vasta che coinvolge 17 comuni (10 varesotti e 7 milanesi), “ben il 44% delle direttive di traffico inizia e finisce in questa zona e non è diretto verso il capoluogo lombardo”. Insomma, “a dividerci sono solo i cartelli, ma il territorio è una realtà unica”, ha confermato l’assessore al Bilancio di Busto Arsizio, Alberto Cattaneo: “Non dimentichiamo che se esiste l’Alto Milanese, Busto Arsizio è Basso Varesotto, con profonde differenze orografiche, economiche e sociali rispetto all’Alto Varesotto”.
Insomma, va difeso il territorio del Piano strategico, convinzione condivisa da Marco Sartori, consigliere comunale a Castellanza, che aggiunge: “La nostra preoccupazione è concretizzare una collaborazione tra i nostri comuni.
Ma bisogna su questi temi accelerare, per non sprecare le esperienze che finora si sono realizzate”. Ma come spiegare, allora, il fallimento di idee precedenti come la provincia del Seprio o quella dell’Olonia, più volte propugnate e abbandonate con il cambio di colore delle amministrazioni? Falco ha ricordato le esperienze positive di collaborazione: dall’Accam al Parco dell’Altomilanese con cui confinano i comuni interessati dal convegno. Cattaneo è stato infine propositivo: “Il nostro territorio è già legato politicamente e deve alzare la voce per evitare che la città di Milano lo fagociti. Cominciamo da subito a lavorare per un Piano strategico territoriale”.  [g.g.]