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APRILE 2007 N.16
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«Divisi soltanto dai
cartelli. Cresce la voglia di collaborare»
COME RISPONDONO
le amministrazioni locali
dell’Alto Milanese alla creazione - di là da venire, certo, ma
ormai concreta - della città metropolitana, che avrà come cuore
Milano? Male, anzi malissimo. Il timore è che nel grande
calderone che va dal basso Varesotto fino all’alto Lodigiano si
finisca per perdere la specificità della nostra area. Timori
fondati e testimoniati, per esempio, dalla recente decisione del
Consiglio comunale di Legnano di dire “no” all’inclusione nella
futura città metropolitana. Franco Falco, vicesindaco della
città del Carroccio, ha sottolineato come, in base alle ricerche
compiute per il Piano strategico d’area vasta che coinvolge 17
comuni (10 varesotti e 7 milanesi), “ben il 44% delle direttive
di traffico inizia e finisce in questa zona e non è diretto
verso il capoluogo lombardo”. Insomma, “a dividerci sono solo i
cartelli, ma il territorio è una realtà unica”, ha confermato
l’assessore al Bilancio di Busto Arsizio, Alberto Cattaneo: “Non
dimentichiamo che se esiste l’Alto Milanese, Busto Arsizio è
Basso Varesotto, con profonde differenze orografiche, economiche
e sociali rispetto all’Alto Varesotto”.
Insomma, va difeso il territorio del Piano strategico,
convinzione condivisa da Marco Sartori, consigliere comunale a
Castellanza, che aggiunge: “La nostra preoccupazione è
concretizzare una collaborazione tra i nostri comuni.
Ma bisogna su questi temi accelerare, per non sprecare le
esperienze che finora si sono realizzate”. Ma come spiegare,
allora, il fallimento di idee precedenti come la provincia del
Seprio o quella dell’Olonia, più volte propugnate e abbandonate
con il cambio di colore delle amministrazioni? Falco ha
ricordato le esperienze positive di collaborazione: dall’Accam
al Parco dell’Altomilanese con cui confinano i comuni
interessati dal convegno. Cattaneo è stato infine propositivo:
“Il nostro territorio è già legato politicamente e deve alzare
la voce per evitare che la città di Milano lo fagociti.
Cominciamo da subito a lavorare per un Piano strategico
territoriale”. [g.g.] |