Rassegna stampa su Alto Milanese in Rete

 

 

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La Prealpina

ed. Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO
Domenica 6 Maggio 2007 - pag. BU 11

 

«Uniamoci nella Regio Altomilanese»
Castellanza sceglie Malpensafiere per lanciare l’idea: tutti assieme per fare sistema
Unire i campanili di Castellanza, Busto Arsizio, Legnano e Gallarate per potenziare e migliorare le infrastrutture, i trasporti, i servizi, le risorse che arricchiscono il territorio dell’Altomilanese. E’questo il cuore della proposta avanzata dall’amministrazione comunale di Castellanza. Il sindaco Fabrizio Farisoglio, che ha individuato nel leghista Marco Sartori il consigliere delegato all’Altomilanese, sceglie (non a caso) il palcoscenico di Malpensafiere e delle Piazze in fiere, che vede coinvolte quattro città, per lanciare l’idea. Sartori sarà colui che si occuperà della ricerca degli strumenti per portare all’unificazione del nostro territorio. «Perché non realizzare una Regio Altomilanese, su esempio di quella Insubrica? – sottolinea il sindaco – Castellanza, città cerniera tra le province di Varese e Milano, potrebbe diventare la protagonista di questo processo di unione sovracomunale ». Si tratta di un’esigenza incontrovertibile, secondo Marco Sartori, soprattutto in questo momento storico: «Di fronte alla nascita di una regio Insubrica da una parte, e di una Città metropolitana dall’altra, l’Altomilanese rischia di essere schiacciato. Oggi più che mai è necessario non disperdere le preziose energie politiche e sociali che sono il patrimonio di questo territorio, attraverso un coordinamento dei comuni. Castellanza si farà promotrice di questo progetto: non ha certo la massa critica di Busto e Legnano, ma possiede un’importante università, la Liuc, e ben due cliniche d’eccellenza». Le idee non mancano, e neppure gli spunti dai quali partire per avviare riflessioni che coinvolgano i quattro comuni confinanti: «Dal punto di vista pratico, insieme a Farisoglio avvieremo una serie di colloqui con i sindaci delle città limitrofe, per arrivare a realizzare finalmente un coordinamento dell’Altomilanese – aggiunge Sartori – una realtà dove discutere le scelte politiche di fondo ». E ancora: «Ad esempio, durante l’ultima campagna elettorale, Castellanza si era rivolta a Busto, chiedendo di poter utilizzare congiuntamente e potenziare il Pala-Yamamay, che al momento ci sembra sotto utilizzato, per organizzare eventi sportivi e aggregativi: Busto è disposta a confrontarsi con noi?». Le prospettive di una collaborazione tra “campanili” possono coinvolgere i settori più disparati: «In primis il tema delle infrastrutture e dei trasporti – sottolinea Sartori - noi abbiamo dato inizio ad un servizio di trasporto pubblico urbano: perché non pensare ad un sistema integrato? Il confronto è auspicabile anche per alcune scelte urbanistiche che Castellanza dovrà affrontare: faccio riferimento allo stabile ex Esselunga e al fondo Valle. Noi siamo pronti a metterci in gioco, sia dal punto di vista istituzionale, sia economico: e gli altri?». Tra gli altri terreni di cooperazione, suggeriti da Farisoglio, spicca il discorso del risparmio energetico, la condivisione delle risorse idriche, la realizzazione di una rete di piste ciclabili che colleghino tutto l’Altomilanese, Valle Olona inclusa.

Maria Letizia Napoli  

I MALTRAINSEMA

di VINCENZO CORONETTI

Questa non l’avevamo mai sentita: la Regio Altomilanese. Formidabile. E’ l’ultima sigla della lunga teoria che caratterizza i tentativi dell’area che va da Gallarate a Legnano e da Saronno a Malpensa di unirsi in un ente autonomo anziché no. Un qualcosa che faccia la differenza rispetto alle province di Varese e Milano, che identifichi un territorio le cui aspirazioni autonomiste hanno preso abbrivio una cinquantina d’anni fa, sulla spinta (egemonica?) di Busto Arsizio. Che non si sia fatto nulla è sotto gli occhi di tutti. Che tutti o quasi abbiano brigato per affrancarsi dai rispettivi capoluoghi è altrettanto acclarato. Così, mezzo secolo dopo ci si ritrova al punto di partenza, con Castellanza che lancia l’idea di una aggregazione non meglio definita. La quale abbia al centro - guarda caso - la stessa Castellanza, cerniera fra il Basso Varesotto e la parte più a nord del Milanese, ricomprese appunto nell’Altomilanese. Per accreditarne il ruolo, il sindaco Farisoglio mette in campo le eccellenze: l’Università e le due cliniche. Non c’è dubbio che questi tre poli abbiano conferito spessore alla sua città. Come non esistono incertezze attorno alla minaccia della cosiddetta Città metropolitana, che soffia sul collo di Busto, Legnano, Saronno, Gallarate, con la scusa dello scalo della brughiera considerato aeroporto di Milano. Sul fatto che non si possa più perdere tempo, sono tutti d’accordo. Che lo stiano perdendo in chiacchiere, lo sanno gli amministratori e i politici. Naufraghi in confronti faticosi e per il momento improduttivi, incapaci di sfruttare davvero le opportunità fornite dall’Unione Europa e dai progetti di "area vasta" che essa esprime. Alla Liuc è stato commissionato uno studio per cercare di unire le risorse sui versanti di viabilità, ambiente, infrastrutture e occasioni istituzionali di dialogo. E’ da lì che bisogna ripartire, dalla concretezza e non dai sogni. Qualche sindaco l’ha capito. Qualche altro tentenna. Il rischio è che si finisca sì per aggregarsi, ma nella compagnia dei maltrainsema.