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Varese (11 Mag 2007) A corollario del dibattito sulla
Città metropolitana milanese, il progetto di una governance
comune per rilanciare l'Alto Milanese, arma vincente per
superare i limiti di un territorio unico, diviso solo dai
cartelli stradali.
L'ingresso dell'Alto Milanese, da sempre
connotato da un forte senso di identità, nella metropoli, lascia
perplessi gli amministratori varesini. D'altra parte, dalle
istituzioni di casa nostra, emerge sostanzialmente la volontà di
ragionare sulla questione, collaborando grazie agli strumenti
aggregativi previsti dalla legge. Qualche settimana fa,
l'associazione Alto Milanese in
Rete ha promosso un incontro presso l'Università LIUC di
Castellanza, proprio per aprire il confronto tra i decisori
politici e le realtà sociali ed economiche del territorio. Lo
scopo è cogliere le opportunità di rilancio del cosiddetto Alto
Milanese, oltre 60 Comuni per 700mila abitanti. Una realtà
“cuscinetto” unitaria, compresa tra Milano, Como e Varese, una
delle zone economicamente più dinamiche d'Italia.
Se le alleanze tra enti locali sono oggi “promosse” per
legge, va detto che esempi di eccellenza in questo senso, sul
territorio, si sono da sempre sviluppati in modo autonomo.
L'Alto Milanese non ha vissuto passivamente la sua situazione di
complessiva omogeneità: alcune storiche iniziative sovracomunali
lo dimostrano.
E' il caso, ad esempio, di Accam (Associazione Consortile dei
Comuni dell'Alto Milanese), nato per impulso di Busto Arsizio,
Gallarate, Legnano, Nerviano e Samarate con l'obiettivo dello
smaltimento dei rifiuti: oggi i Comuni coinvolti sono 27 tra
Alto Milanese e Varesotto.
E' il caso, poi, del Parco Alto Milanese, che si estende tra
Busto Arsizio, Legnano e Castellanza, riconosciuto dalla Giunta
regionale nel 1987 proprio per volere dei rispettivi tre enti
locali.
O anche del Consorzio per il Servizio Trasporti pubblici a Nord
Ovest di Milano (Atinom), costituito nel 1974 allo scopo di
gestire i trasporti nel Bacino Ticino Valle Olona: trasformato
nel 1977 in Spa, vedeva tra i soci di peso, il Comune di Busto
Arsizio.
Se, però, le iniziative storiche confermano la voglia di fare
del territorio, tuttavia, testimoniano, per le loro
caratteristiche. che si tratta di singole iniziative, non
strutturate.
La necessità di interventi comuni, a livello di metodo, di
programmazione e di progetti, è condivisa. La volontà è quella
di offrire ai cittadini le risposte che si aspettano in termini
di qualità della vita in senso lato. Le istituzioni locali
stanno mostrando una grande sensibilità in questo senso, con la
decisa volontà di superare i campanilismi per il bene comune. Ma
non è certo questa l'unica novità: la certezza di non poter
fare tutto da soli, nell'affrontare una pianificazione d'area
vasta, porta alla collaborazione tra le realtà eccellenti e
le forze sociali ed economiche del territorio.
Se la mobilità è uno dei problemi, forse “il” problema, più
grave che affligge l'Alto Milanese, il Piano affidato dai Comuni
al Centro di Ricerca sui Trasporti e le Infrastrutture
dell'Università Cattaneo, è un buon esempio di questo nuovo
atteggiamento. Si tratta di un progetto che si occupa di
evidenziare lo stato dell'arte, flussi di traffico, modalità di
trasporto e criticità specifiche (tra cui, rilievo hanno i
collegamenti con Malpensa e con la Fiera di Rho/Pero) come punto
di partenza per progettare un piano di mobilità ad hoc per tutta
l'area.
Accanto a questo progetto, ce n'è un altro più strettamente
definito Piano strategico, sempre affidato alla LIUC, che
partendo dall'analisi dello situazione di fatto e dalla
percezione di cittadini ed istituzioni, vuole arrivare alla
definizione di un'agenda strategica di interventi condivisi.
Varesefocus - Maggio 2007
Gli altri articoli dello speciale "Città Metropolitana":
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Focus |
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Città Metropolitana quali scenari? |
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Una realtà già prevista dalla Costituzione, di
cui oggi si tracciano profili concreti grazie al
Codice per le autonomie locali. Come nasce
l'idea e con quali obiettivi. Quale futuro avrà
Milano e, soprattutto, come promuovere (e non
penalizzare) l'Alto Milanese, con gli strumenti
previsti dal legislatore. Un focus per
rispondere a questi interrogativi. Con i pareri
dei rappresentanti delle istituzioni del
territorio, del mondo accademico e del ministro
Linda Lanzillotta, firmataria del disegno di
legge. |
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Alto Milanese: serve un piano comune |
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A corollario del dibattito sulla Città
metropolitana milanese, il progetto di una
governance comune per rilanciare l'Alto
Milanese, arma vincente per superare i limiti di
un territorio unico, diviso solo dai cartelli
stradali. |
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Una riforma in codice |
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Il governo ha dato il via libera nel marzo
scorso al Codice delle Autonomie. Si tratta di
un disegno di legge delega che, ottenuto il
parere favorevole da parte di regioni, province
ed enti locali, inizia ora l’iter di
approvazione parlamentare. Obiettivi
fondamentali del provvedimento sono la
ridefinizione delle funzioni fondamentali degli
enti locali per semplificare, ridurre i costi e
consentire il controllo da parte dei cittadini.
In altri termini: la riduzione o la
razionalizzazione dei livelli di governo, mai
l’aumento. |
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