nascita

Finalmente è nata la bambina di mia sorella

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L’altro giorno sono andato in ospedale per una cosa bella.
Sono andato a trovare una mia parente che aveva appena partorito.
L’ho trovata, durante l’orario delle visite, molto stanca, ma col viso rilassato ed un accenno di sorriso felice sulla bocca.
Infatti stava dormendo quando sono entrato in quella stanza d’ospedale. Mi ha detto l’infermiera che è stata una donna molto forte durante il parto e che si era appena addormentata, crollata in un sonno più o meno profondo, subito dopo che le avevano fatto stringere tra le braccia per la prima volta la sua tenera bambina.
Allora ho pensato che sarebbe stato giusto lasciarla dormire.
Appoggiato sopra il fasciatoio in quella stanza di ospedale c’era il suo cellulare, oltre che alle prime cose utili alla bambina della quale si stavano prendendo cura le infermiere in quell’apposita stanza col vetro in cui si vedono i bambini appena nati dormire nelle loro culle di ospedale, in attesa di passare a dormire su comode culle, su piacevoli giacigli.
Mentre ho chiesto all’infermiera dove sarei dovuto andare per vedere la bambina, in quanto ero completamente impreparato, mi sono diretto piano piano a controllare che il cellulare fosse in modalità silenziosa. Così era. La neomamma non sarebbe stata disturbata.

È stata l’infermiera ad accompagnarmi a vedere la bambina.
Appena l’ho vista mi si è aperto il cuore e lo sguardo si è inumidito per la bellezza che emanava quel piccolo esserino.
Era una meraviglia seria.

Ho perso la cognizione del tempo mentre la guardavo.
Non so davvero quanti minuti sono stato lì, davanti al vetro. Probabilmente minuti abbondanti.
So solo che ad un certo punto l’infermiera mi ha chiamato un paio di volte facendomi ritornare sulla Terra dal quale mi ero staccato perdendomi davanti a quella bambina appena nata che avrei visto crescere.
Sarò uno zio eccezionale!

L’infermiera mi aveva chiamato per dirmi che la mamma, ovvero mia sorella, si era svegliata.
Era dunque il caso di andare a trovarla, di scambiarci due chiacchiere e di farle i complimenti per il piccolo angelo che ha dato alla luce e i miei migliori auguri. Senza farla strapazzare troppo però.

Sono dunque entrato nella stanza ed un sorriso stanco ma enorme mi ha accolto e scaldato.
Sì, sono proprio delle belle sensazioni; delle grandi sensazioni di meraviglia.

Alla fine dell’orario delle visite sono uscito dall’ospedale molto contento. Domani tornerò di nuovo e tra un paio di giorni potrò finalmente vedere e spupazzare la pargoletta a casa visto che mamma e figlia verranno dimesse.

Non vedo l’ora.